“19 comuni da assistere con le cure domiciliari” questa la sfida lanciata questa mattina, a Sant’Arsenio, alla presentazione del progetto sulle cure domiciliari di terzo livello e palliative. Un protocollo di intesa che nasce dall’integrazione tra ASL, Organizzazione di volontariato V.A.M.O.S. e Piano di Zona Ambito S10, con l’obiettivo di ridisegnare un modello organizzativo più vicino alle esigenze del cittadino.

Occorre dare dei riferimenti alle famiglie che assistono i malati terminali per rendere più sopportabile il delicato momento” ha dichiarato il direttore del distretto sanitario di Sala Consilina, Antonio Lucchetti, che ha proseguito sottolineando la valenza dell’approccio alle cure palliative anche in termini di sinergia tra figure sanitarie. Il suo intervento ha abbracciato anche un altro aspetto, quella della presenza dell’organizzazione di volontariato VAMOS che, con il 5×1000 ha sopperito alla carenza di risorse finanziarie. Grazie, infatti, a questa disponibilità economica si potranno fronteggiare le spese necessarie per mettere in moto il progetto.

Gli ha fatto eco il responsabile del Piano di Zona Ambito S10, Antonio Florio, che ha parlato di un “modello organizzativo che torna nelle mani del cittadino”, una sfida che vede insieme pubblico e privato. Al tavolo dei relatori era presente anche l’oncologo Nestore Rossi, che ha chiesto di non lasciare sole le famiglie colpite da malattie terminali, chiedendo che sull’assistenza domiciliare ci sia sempre la supervisione dell’ASL.

Ha concluso l’incontro il Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Salerno, Sergio Annunziata, che ha garantito una crescente integrazione tra comprensorio  e strutture ospedaliere “catapultando l’Hospice nel territorio”.

– Tania Tamburro – 


 

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