bracconaggio forestale 03Alle prime ore dell’alba un bracconiere proveniente da Torre Annunziata ha trovato spazio utile in località Campo del Comune di Sant’Arsenio, zona in cui il cardellino (carduelis carduelis) è particolarmente presente. Appena individuato il fondo utile e sistemato con meticolosa passione tutta l’attrezzatura trasportata dal napoletano, anche per il clima particolarmente favorevole del periodo, accovacciandosi dietro un riparo predisposto dallo stesso, ha azionato a distanza il sistema trappola per la cattura.

Le guardie del WWF di Salerno, in zona per una perlustrazione, in seguito ad una segnalazione si sono appostate per osservare l’uomo e hanno richiesto immediatamente supporto e collaborazione al Comando Forestale di Polla.

Sopraggiunto il sottufficiale della Forestale di Polla, il Sovrintendente Pietro Rubino, dipendente dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Salerno, diretto dal Vice questore aggiunto Maria Gabriella Martino, è intervenuto congiuntamente al WWF, bloccando immediatamente l’uomo e l’illecita attività. Il sottufficiale della Forestale, dopo aver preso atto delle condizioni di salute alquanto precarie di  alcuni esemplari catturati, che risultavano imbracati con filo e ganci e debitamente legati, considerato che erano oltre 30 i cardellini già catturati, ha richiesto l’intervento del personale medico dell’Unità Operativa Veterinaria dell’ASL.

bracconaggio forestale 01Francescantonio D’Orilia, al termine della visita ispettiva, ha dato l’assenso alla liberazione della maggior parte dei cardellini, mentre per alcuni si è reso necessario il trasferimento presso il C.R.A.S. (Centro Recupero Animali Selvatici) di Napoli per i trattamenti e le cure del caso. L’operazione condotta ha comportato il sequestro di oltre 30 cardellini, gabbie, attrezzature per il fissaggio e di diversi metri quadri di reti da cattura, nonché di un richiamo acustico elettromagnetico-elettromeccanico con amplificatore di suono e una memory card.

I reati contestati dalla Forestale vanno da quello di uccellagione, previsto e punito dalla vigente Legge 157/1992, ai reati previsti e puniti dal Codice Penale con l’art. 727  (maltrattamento di animali) e l’art 624 (furto venatorio), poiché l’avifauna protetta è patrimonio indisponibile dello Stato.

Il bracconiere, I.G., di 60 anni, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro, che ora dovrà esprimersi sulla convalida del sequestro.

Le specie catturate, sul mercato clandestino, stante il considerevole quantitativo, avrebbero comportato l’introito di un valore che si aggira dai 15 ai 20mila euro.

– redazione –

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Un commento

  1. Un grazie agli agenti!! continuate così, aiutateci a preservare quel po di natura che ci resta….

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