Salvato il Pronto Soccorso di Villa d’Agri, un altro importante risultato per la sanità lucana”.

Lo rende noto il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, che sottolinea “un risultato raggiunto grazie all’impegno di tutti, a dimostrazione che lavorare in squadra è la soluzione migliore per dare risposte a beneficio dei lucani e della Basilicata. Nell’ultimo periodo ho raccolto le istanze di molti cittadini preoccupati, dei medici e dei primi cittadini, da qui il mio impegno è stato nella direzione di aprire tavoli tecnici con tutti gli attori interessati al fine di poter trovare le soluzioni più idonee e pertinenti”.

Cicala precisa che sono stati sottoscritti diversi accordi, già deliberati, tra Regione e Aziende ospedaliere, per garantire e potenziare il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero della Val d’Agri. La struttura sanitaria è particolarmente importante per assicurare ai cittadini e ai lavoratori il diritto alla salute e una tempestiva risposta alle emergenze. In Val d’agri, infatti, sorge il Centro Oli dell’Eni, zona a rischio rilevante.

Ringrazio per la collaborazione – conclude – tutti coloro che nel proprio ruolo hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato: il Direttore generale, Massimo Barresi, il Direttore Mario Battista La Rocca, il dottor Toscano, l’assessore alla Sanità Rocco Leone, il consigliere Aliandro, il sindaco di Marsicovetere, il sindaco di Viggiano e tutti i primi cittadini della Valle che credono e lavorano in questa direzione. Il mio ringraziamento va anche a tutti i medici che in questo progetto, con impegno, potranno fornire un importante servizio a tutta la comunità”.

– Chiara Di Miele –

Un commento

  1. Ci vuole coraggio a tenere in vita un ps ospedaliero ,quando nella Val d’Agri mancano tante piscine olimpioniche che potrebbero permettere ai locali vecchietti di tenersi in forma,evitando peraltro di aver bisogno del suddetto ps.Alla faccia di tanti giovani ,che per noia ,sentono la necessita’ di emigrare in posti lontani,non valutando le innumerevoli proposte di lavoro locali.

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