“Salute e benessere”: Tumore al seno. La parola d’ordine è “prevenzione”. Intervista al dott.Tommaso Pellegrino



































La prevenzione è certamente l’arma più importante per  avere una guarigione pressocché totale. Inoltre, grazie ai notevoli progressi della ricerca oggi abbiamo una chirurgia particolarmente conservativa diversamente da quello che succedeva in passato, quando il tumore della mammella veniva trattato con interventi decisamente demolitivi che creavano non pochi problemi psicologici alle donne. La guaribilità del tumore del seno è passata dal 40% negli anni ’50-60  all’80% dei giorni nostri. La differenza è determinato dal numero sempre maggiore di donne che si sottopongono agli screening.

Ne abbiamo parlato nel nuovo appuntamento di “Salute e benessere” con il chirurgo oncologo dott. Tommaso Pellegrino.

D. – Dott.Pelllegrino, quanti nuovi casi si registrano ogni anno in Italia?







R. -“In Italia ogni anno si registrano oltre 40.000 nuovi casi di tumore della mammella. Colpisce 1 donna su 8, è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile e  rappresenta circa un terzo di tutti i tumori diagnosticati  nelle donne. Voglio evidenziare che al Nord si ci ammala di più di tumore della mammella, ma si muore di meno. Al Sud, invece, abbiamo la fortuna di ammalarci di meno, ma purtroppo si muore di più. Questo si verifica perché nel Settentrione ci sono più casi di diagnosi precoce, mentre nel nostro Meridione il numero delle diagnosi tardive é maggiore. Ciò dimostra che dobbiamo fare di più per diffondere la cultura della prevenzione. Negli ultimissimi anni, però,  abbiamo riscontrato che qualcosa sta cambiando anche al Sud ed in particolare nelle fasce d’etá più giovani, nelle quali si sta annullando la differenza territoriale  di mortalità”

D. – Esiste una fascia d’età a rischio?

R. -“La fascia d’età con la maggiore incidenza di tumore della mammella è tra i 40 e i 69 anni con un picco d’incidenza maggiore intorno ai 50 anni. L’età resta il fattore di rischio più importante, nonostante recenti studi abbiano evidenziato un incremento di tumore al seno tra le giovani donne, in età compresa tra i 25 e i 44 anni”

D. – Avere dei casi in famiglia, rappresenta un campanello d’allarme?

R. –Assolutamente si. La familiarità positiva è uno dei fattori di rischio. Lo dimostra il fatto che circa il 5-7% delle donne con tumore al seno ha più di un familiare stretto malato. Vi sono anche alcuni geni che predispongono a questo tipo di tumore: sono il BRCA1 e il BRCA2. Le mutazioni di questi geni sono responsabili del 50 per cento circa delle forme ereditarie di cancro del seno e dell’ovaio”

D. – Davvero l’ allattamento previene l’ incidenza di un tumore?

R. – “L’allattamento al seno rientra tra i fattori di protezione del tumore della mammella, oltre ad essere particolarmente utile e salutare per il neonato”

D. – Quando è il caso di iniziare a fare la mammografia?

R. – “La mammografia, nonostante l’acceso dibattito che si é sviluppato nell’ultimo periodo,  a mio avviso, rappresenta l’esame più importante per la ricerca dei tumori al seno, soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni.  I limiti della mammografia sono rappresentati dalla densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne, in particolare al di sotto dei 45/40 anni. In questi casi è necessario eseguire  un’ ecografia mammaria e in determinati casi eseguire  una risonanza magnetica, che ovviamente resta un esame di secondo livello. Per quanto riguarda  la frequenza con la quale eseguire le varie indagini ritengo particolarmente utile ed importante definire il grado di rischio di ogni singola donna, attraverso una attenta valutazione dei fattori di rischio, dei fattori di protezione e delle caratteristiche del seno”

D. – Si consiglia di fare una visita senologica all’anno, ma non è una prassi diffusa…

R. – “Ritengo che bisogna sottoporsi ad una visita senologica annuale a partire dai 20 anni,  che é certamente utile a diffondere la cultura della prevenzione. Troppo spesso nei nostri ambulatori ci troviamo a visitare donne che si rivolgono al Medico solo perché riscontrano qualcosa di anomalo nel proprio seno, con il rischio di fare una diagnosi di tumore della mammella tardiva o quantomeno non precoce. In questo ho avuto modo di constatare direttamente una differenza tra Nord e Sud, anche se devo dire che negli ultimi anni è aumentato anche da noi il numero di donne che si rivolge al senologo per sottoporsi ad una visita di controllo ad eseguire tali controlli sono soprattutto le donne più giovani che stanno sviluppando una maggiore  cultura della prevenzione”

D. – L’autopalpazione è importante? Come farla nella maniera corretta?

R. – “A partire dai 20 anni l’autopalpazione va eseguita ogni mese ed é utile per abituarsi a conoscere il proprio seno e poter riscontrare così eventuali cambiamenti. Ovviamente ciò non deve diventare una ossessione, in quanto non può assolutamente sostituire la visita senologica. L’autopalpazione consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che venga insegnata da un Medico. In particolare gli elementi da attenzionare sono:

– Osservare la cute della mammella o dell’areola; verificare se ci sono eventuali alterazioni (arrossata, ispessita o retratta).

– Osservare Il capezzolo e verificare se appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.

– Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo.

Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare bisogna verificare l’eventuale comparsa di una tumefazione. Il dolore che compare in particolare in corrispondenza del ciclo mestruale non deve destare particolare preoccupazione”

D. – Uno stile di vita sano aiuta?

R. – “Adottare uno stile di vita corretto  come non fumare, fare regolarmente esercizio fisico, seguire un’alimentazione sana, controllare il proprio peso, evitare i superalcolici, limitare il consumo di alcol, zucchero e sale, rappresenta certamente una delle condizioni più importanti per mantenere un buono stato di salute”.

– Claudia Monaco –


 



































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