“Salute e benessere”: La parodontite, causa primaria della perdita dei denti. Intervista alla dott.ssa Cinzia Trezza



































Nuovo appuntamento con la rubrica “Salute e benessere”: l’argomento di oggi sono i denti, spesso soggetti a gravi malattie che mettono a rischio la loro salute, come la parodontite. A parlarne, la dott.ssa Cinzia Trezza della Clinica Odontoiatrica-Reparto di Parodontologia- Sapienza Università di Roma.

D. – Dott.ssa, ci spiega cos’è la parodontite e perché si sviluppa?

R. – “La parodontite, definita nel linguaggio comune “Piorrea”, termine da tempo abbandonato in ambito medico, è l’infiammazione dei tessuti parodontali: gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare, osso alveolare che può provocare una graduale perdita dei denti e degli apparati di sostegno. Questo processo è reversibile quando è diagnosticato precocemente e curato nelle sue prime fasi. Affinchè si sviluppi la parodontite sono necessari 2 fattori: un ospite suscettibile e la presenza di batteri patogeni, ovvero l’assenza o la bassa proporzione di batteri “benefici” nel solco gengivale. 1)La suscettibilità dell’ospite, in parte ereditaria, potrebbe essere influenzata da fattori ambientali e comportamentali: fumo, stress, diabete; il fumo, ad esempio, aumenta il rischio da 2,5 a 7,3 volte e condiziona la risposta alle terapie che è minore nei fumatori, dal momento che, oltre a promuovere la crescita dei patogeni, incide sulla risposta dell’ospite e in particolare, sulla regolazione proteolitica. 2) I batteri patogeni sono organizzati in colonie nella placca sopra e sotto gengivale; rappresentano la condizione necessaria ma non sufficiente a sviluppare la parodontite perché da soli, non causano direttamente la perdita di attacco, ma piuttosto stimolano una risposta difensiva locale nell’organismo capace di distruggere il parodonto”







D. – La perdita dei denti non è poi un processo così naturale come i capelli bianchi o le rughe, ma una vera e propria patologia? 

cinzia-trezzaR. – “Assolutamente si, la perdita dei denti è il risultato di una vera e propria patologia infiammatoria dei tessuti di sostegno del dente, tra l’altro così comune da essere ancora oggi accettata socialmente come “fisiologica”. Si caratterizza per la presenza di sanguinamento gengivale (è questa una spia importantissima che il paziente deve saper cogliere ed interpretare, semplicemente perché una gengiva sana non sanguina); formazione di tasche parodontali , ovvero di una profondità del solco gengivale non  più “fisiologica” ma “patologica”, rilevata con una sonda parodontale, unico strumento valido per la valutazione di quest’ultime; presenza di ascessi o suppurazioni, fino alla mobilità di uno o più denti che ne provocherà la perdita”

D. – La parodontite può rappresentare di per sè un fattore di rischio per altre condizioni o patologie?

R. – “Certo, costituisce essa stessa un fattore di rischio per altre condizioni o patologie: i pazienti affetti da parodontite presentano un rischio maggiore di malattie cardiovascolari, aterosclerotiche e diabete mellito di tipo 2; le donne malate di parodontite corrono inoltre un più alto rischio di parto prematuro e di partorire neonati di peso inferiore alla media”

D. – Come possiamo prevenirla? 

R. – “Numerose ricerche condotte negli anni 60-70 hanno ampiamente dimostrato l’importanza del controllo della placca nella prevenzione della Parodontite:  è vero che la presenza di placca è  la condizione necessaria ma non sufficiente a determinare la perdita di attacco tipica della patologia, però il suo controllo è la sola arma a disposizione del paziente per monitorare ed allontanare i parodontopatogeni responsabili. Lo spazzolino (manuale o elettrico) è lo strumento più comunemente usato, ma da solo non è sufficientemente efficace nella rimozione della  placca e del tartaro dalle superfici interprossimali che necessitano di mezzi ausiliari come filo interdentale o scovolino; pertanto sarà compito del clinico (igienista o dentista) includere il paziente in un programma personalizzato di istruzione e motivazione all’uso integrato di spazzolino e strumenti di igiene orale interdentale”

D. – E come curarla?

R. – “Di fronte ad un paziente affetto da Parodontite adottiamo un approccio terapeutico adeguato ad arrestare la progressione della malattia e ad evitare o ridurre l’insorgenza di eventuali recidive; pertanto abbiamo a disposizione 2 mezzi: Terapia meccanica non chirurgia (Fase I parodontale) che prevede l’informazione, l’istruzione e la motivazione del paziente all’igiene orale domiciliare quotidiana, il controllo dei fattori di rischio(fumo e dabete) , e la rimozione dei microrganismi responsabili della malattia dalla superfici dentali sopragengivali e sottogengivali(detartrasi sopragengivale e levigatura radicolare); Terapia chirurgica (Fase II parodontale) considerata un mezzo aggiuntivo alla terapia meccanica non chirurgica, per eliminare e/o ridurre la tasca parodontale che persiste al termine della prima fase”

D. – Se la malattia ha già lavorato per anni che consigli possiamo dare alle persone? 

R.“Il consiglio più prezioso che porgo a tutti è sottoporsi ad una visita odontoiatrica specifica del parodonto (sondaggio parodontale), soprattutto quando ci sono casi noti di malattia in famiglia: la Parodontite è una condizione asintomatica, con natura episodica, capace di lavorare per anni “in silenzio” manifestandosi in fase avanzata con mobilità di uno o più denti che avendo una prognosi sfavorevole sono  necessariamente sottoposti ad estrazione per preservare gli altri denti presenti in bocca. Lo scopo della parodontologia è sì tutelare quanto più possibile la dentatura naturale, ma è anche quello di sostituire mediante impianti i denti persi, mantenendo anche in questi uno stato di salute perimplantare attraverso visite periodiche di controllo per monitorare i risultati e conservare i successi  ottenuti in terapia attiva; di solito  la frequenza dei richiami è stabilita sulla base delle esigenze particolari di ogni singolo paziente”.

– Claudia Monaco –


 





































Commenti chiusi