Si è tenuto questa mattina, presso la Casa Circondariale di Sala Consilina, lo spettacolo “Io vulesse truvà pace”, con il quale si è concluso il laboratorio teatrale curato da Enzo D’Arco, presidente della Cooperativa “La Cantina delle Arti”.

I detenuti hanno vissuto un’esperienza molto profonda, in un clima di condivisione che li ha uniti tra di loro e con il mondo al di fuori del carcere. Lo spettacolo si inserisce in un processo di rieducazione, in vista anche di un futuro reinserimento nella società, fortemente voluto da Concetta Felaco, direttrice della Casa Circondariale di Sala Consilina, con il supporto della Congregazione Suore Salesiane dei Sacri Cuori e della Cooperativa “La Cantina delle Arti”. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, l’Amministrazione Comunale, Don Otello Russo, Cappellano della Casa Circondariale, Don Vincenzo Federico, Direttore Caritas Teggiano – Policastro, le famiglie dei detenuti, che hanno condiviso con i loro cari un momento molto importante.

I detenuti non sono soli: come sottolineato dalla direttrice Felaco, è fondamentale uscire fuori dalla visione individualistica per capire che anche in carcere è presente la dimensione della “comunità”. Il carcere non è un mondo distaccato dall’esterno e, grazie allo spettacolo “Io vulesse truvà pace”, si è creato un ponte di collegamento che ha fatto riflettere sul concetto di “libertà” e sulla possibilità di poter ricominciare.

– Filomena Chiappardo –



 

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