Si terrà oggi, presso il Tribunale del Riesame di Salerno, l’udienza per decidere sulla richiesta di rimessione in libertà di Mariano Santarsiere, l’ex segretario provinciale della Fisascat Cisl di Sala Consilina che si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 17 gennaio con l’accusa di avere truffato lo Stato con pratiche di cassa integrazione fittizie.

A entrambi il giudice delle indagini preliminari Sergio De Luca ha negato nei giorni scorsi l’attenuazione della misura cautelare, ritenendo che siano ancora possibili un inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Contro di loro ci sono alcune intercettazioni telefoniche e pare che nuovi elementi siano giunti anche dall’interrogatorio reso in Procura da un altro degli arrestati, il sindacalista ebolitano Remo Criscuolo. Santarsiere e Criscuolo sono stati arrestati insieme ad altre due persone, Claudio Pagano di Sarno e Giuseppe Iannece di Campagna. L’indagine è partita nel settembre 2011, già nei mesi scorsi aveva portato all’arresto di due sindacalisti. Esisteva, secondo gli inquirenti, una struttura criminale che, attraverso professionisti prezzolati, presentava falsi documenti per avere accesso all’aiuto di Stato, mentre gli imprenditori continuavano ad impiegare regolarmente i dipendenti, assicurandosi la regolarizzazione di contributi previdenziali non versati proprio in ragione dello stato di cassa integrazione dei lavoratori. In parallelo percepivano i contributi della Regione per i corsi di aggiornamento che i cassintegrati devono seguire. Dieci le società coinvolte nella truffa, un imprenditore deve rispondere anche di estorsione, avendo aggredito un dipendente per farsi consegnare il contributo previdenziale illecitamente ottenuto. In corso, inoltre, perquisizioni e sequestri. Acquisiti a titolo preventivo 650mila euro, danno stimato come arrecato alla pubblica amministrazione dai casi di truffa documentati in questa tranche di indagine.

Gli indagati sono in tutto 25: i due sindacalisti e poi imprenditori e consulenti del lavoro. Per l’accusa hanno sottratto allo Stato 745mila euro di ammortizzatori sociali non dovuti. Il meccanismo prevedeva la falsa attestazione di stati di crisi imprenditoriale, che permettevano erogazioni di cassa integrazione in deroga.

– Erminio Cioffi –

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