Quella appena ultimata per lo sport a Sala Consilina, può essere considerata come una stagione da dimenticare. Sia nel calcio che nel volley femminile, si sono registrate due amare e cocenti retrocessioni, ma quello che sta più preoccupando in queste ultime settimane gli amanti delle due discipline è il fatto (a meno di clamorosi ripensamenti) che non le vedremo al via neanche nei campionati inferiori a cui avrebbero dovuto partecipare.

Se per il calcio, la cui uscita di scena appare scontata e la cosa non sarebbe una novità, visto che in quest’ultimi anni più volte la locale squadra cittadina dopo tentativi di ripresa è puntualmente ricaduta per poi ripartire daccapo, la cosa appare molto più amara per il volley che nell’ultimo decennio oltre a guadagnarsi la scena e divenire la disciplina regina in città, ha regalato tante soddisfazioni ai numerosi tifosi, riuscendo ad approdare nel gotha della pallavolo nazionale con la partecipazione al prestigioso campionato di serie A2 dove è stata protagonista per tre stagioni.

Poi la retrocessione arrivata al termine di un campionato pieno di difficoltà. Un risultato che già da solo appariva come una brutta ferita difficile da assorbire e anche questa situazione sarebbe stata superata ma quello che purtroppo si prospetta all’orizzonte è davvero poco incoraggiante. Dalla sede dell’Antares, infatti, non sembrano arrivare buone notizie: la fuga degli sponsor, vera linfa per le casse societarie, rischia in modo concreto di togliere ossigeno alle risorse finanziare del club salese che potrebbe concretamente non iscriversi al prossimo torneo di B1 abbandonando in modo clamoroso il campo. All’iscrizione del prossimo campionato manca ancora qualche mese e speriamo che gli spifferi che arrivano da casa Antares non trovino riscontro altrimenti per lo sport salese sarebbe davvero un “Annus Horribilis”.

P.S. Nei giorni scorsi l’Antares è stata insignita dal Coni provinciale con una pergamena per la promozione del volley. E non essere ai nastri di partenza nella prossima stagione avrebbe il sapore della beffa.

– Gerardo Lobosco –


 

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