Dopo anni di trattative degne del miglior “suk” (mercato, ndr.) arabo, da questa mattina il mercato settimanale del giovedì è tornato in centro, abbandonando così una zona, quella dell’area dello stadio comunale, oggettivamente scomoda da raggiungere. Il trasferimento in centro è stato chiesto a gran voce negli anni dai venditori ambulanti e dagli stessi cittadini e grazie ai lavori di ristrutturazione dello stadio comunale, di fatto, l’Amministrazione Comunale è stata costretta ad accelerare le procedure per il trasloco.

Chi pensava che il trasferimento sarebbe stato indolore però si sbaglia, perché, come ormai capita quasi sempre, il popolo degli scontenti viene sempre fuori. La cosa paradossale è che ad essere scontenti sono nella maggior parte dei casi proprio quelli che si sono lamentati negli anni per la “vecchia” ubicazione del mercato. Nonostante i salti mortali fatti da chi ha lavorato in questi mesi per trovare una sistemazione agli ambulanti, tale da creare il minor disagio possibile alla popolazione, sono spuntati i “bastian contrari” che lamentano la presenza dei banchi di vendita davanti all’ingresso del palazzo in cui abitano, c’è chi ha minacciato di fingere un malore in casa per far venire un’ambulanza in modo tale da creare un po’ di scompiglio, c’è chi ha avuto una crisi esistenziale perché non può arrivare con la propria auto fin dentro il salotto di casa. Qualcuno invece ritiene sia stato causato un danno ai bambini che frequentano le scuole elementari di via Matteotti perché ora a scuola dovranno andarci a piedi (il tratto chiuso al traffico è pari a circa 300 metri e non 3 chilometri, ndr.).

Poi ci sono gli ambulanti, non tutti, che lamentano la mancanza di clienti e qualcuno, sarebbe interessante capire in base a cosa, attribuisce la colpa di ciò all’Amministrazione Comunale. Sarebbe bello se ognuno potesse fare come gli pare senza creare disagio agli altri e per fare questo una soluzione c’è, andare a vivere su un’isola deserta e in Croazia ce ne sono diverse in vendita a prezzi “modici”, altrimenti fin quando si sceglie di vivere in un paese/città bisognerebbe avere un maggiore spirito di adattamento e non dire, per ogni cosa che non piace, parafrasando un celebre slogan di fine ‘800, “Piove Comune ladro”.

Pensando al “cambiamento” del mercato settimanale mi vengono in mente le parole di Donald Dewar, ex primo ministro scozzese: “Cercare di cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare è come scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni 20 minuti dovete ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete a creare il cambiamento”.

Come dargli torto ???

– Erminio Cioffi –


 

Per continuare a leggere non usare il blocco delle pubblicità sul nostro giornale.

La pubblicità è l’anima del commercio e senza di essa non potresti leggere le notizie che ti interessano