Tantissimi studenti, questa mattina, hanno preso parte alla presentazione del libro di Roberto Lughezzani “La lunga strada sconosciuta. Una famiglia ebrea nella morsa del nazifascismo”, organizzata dall’amministrazione comunale presso l’aula magna dell’ITIS “Gatta” di Sala Consilina, in occasione della Giornata della Memoria.

Alla presentazione, oltre all’autore, sono intervenuti Gaetano Ferrari, Sindaco di Sala Consilina, Vincenzo Garofalo, Assessore alla Pubblica Istruzione, Mariantonietta Trotta, Dirigente scolastico, Anna Skall, figlia di Heinz Skall, Riccardo De Gennaro, Direttore della rivista “Il Reportage” e Carmine Pinto, dell’Università degli Studi di Salerno. A coordinare i lavori è stato Angelo Mastrandrea, vice direttore de “Il Manifesto”.

“Una iniziativa fortemente voluta dalla nostra amministrazione – hanno dichiarato all’unisono il sindaco Ferrari e l’assessore Garfofalo – perchè è giusto che i nostri ragazzi conoscano questa triste pagina della storia anche attraverso chi l’ha direttamente vissuta”. Angelo Mastrandrea ha riassunto il contenuto del libro in tre parole, definendolo una storia di “amore, morte e risurrezione”. “Morte perchè Heinz vive sulla propria pelle la tragedia delle persecuzione degli Ebrei da parte dei Nazisti; amore perchè a Sala Consilina Heinz incontra la donna della sua vita e questo incontro sarà poi il punto di partenza per la sua risurrezione”. Particolarmente interessante è stato l’intervento del prof. Carmine Pinto che, in maniera sintetica ma estremamente efficace, ha ripercorso le fasi salienti del periodo storico vissuto dai protagonisti del libro che racconta la vicenda di Hela Schein e di Otto e Heinz Skall, nonché di Willi Kleinberg e Gusti Mandler (rispettivamente secondo marito di Hela e seconda moglie di Otto). Una famiglia ebrea vittima della persecuzione nazifascista. Heinz Skall, dopo il varo delle leggi razziali, finisce nel campo d’internamento di Campagna e poi a Sala Consilina dove intreccia una storia d’amore con una giovane insegnante, Rita Cairone, che sposerà dopo la guerra. Heinz resterà il depositario delle lettere che i suoi gli avevano scritto negli ultimi anni di vita e che testimoniano la ferocia con cui il nazismo infierì su milioni di esseri umani, di null’altro colpevoli che di essere ebrei. “Questo libro – ha sottolinato Carmine Pinto – è una buona occasione per voi ragazzi. E’ un libro di tristezza che consente di dare un un volto ad uno dei sei milioni di Ebrei vittime del nazismo”.

– Erminio Cioffi –


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