La Giunta Comunale di Sala Consilina con una delibera ha approvato il “piano di prevenzione della corruzione” per il triennio 2014 – 2016.

La Giunta ha scelto come responsabile della prevenzione della corruzione il segretario comunale. Nel piano vengono le attività ritenute a più elevato rischio di corruzione. Tra queste spiccano i procedimenti di autorizzazione, concessione, erogazione di contributi e sussidi a soggetti pubblici e privati, concorsi e prove selettive, attività di accertamento tributario, affidamenti diretti senza gara di lavori.

Il regolamento ha individuato una serie di misure comuni ed obbligatorie per tutti gli uffici: rispettare l’ordine cronologico di protocollo dell’istanza; predeterminare i criteri di assegnazione delle pratiche ai collaboratori; redigere gli atti in modo chiaro e comprensibile con un linguaggio semplice; ridurre l’area degli affidamenti diretti ai soli casi ammessi dalla legge e/o dal regolamento comunale; assicurare la rotazione tra le imprese affidatarie dei contratti affidati in economia; assicurare la rotazione tra i professionisti nell’affidamenti di incarichi di importo inferiore alla soglia della procedura aperta; verificare la congruità dei prezzi di acquisto di beni e servizi effettuati al di fuori del mercato elettronico della pubblica amministrazione. Il regolamento prevede che i Dirigenti o, in loro assenza, i Responsabili di Settore sono tenuti, laddove ciò sia possibile, ad effettuare la rotazione dei dipendenti assegnati alle attività con più elevato rischio di corruzione.

Non possono essere conferiti incarichi a coloro che abbiano riportato condanne penali per i reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale ; a coloro che abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati da pubbliche amministrazioni o svolto attività professionali a favore di questi ultimi ; a coloro che siano stati componenti di organi di indirizzo politico. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza. In caso di inosservanza del divieto il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato, nel conto dell’entrata del bilancio dell’amministrazione comunale  per essere destinato ad incrementare il fondo di produttività o i fondi equivalenti.

– Erminio Cioffi –

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