Foto-Provvidenza-GrassiSarebbe stata sequestrata e tenuta segregata a Sala Consilina Provvidenza Grassi, la giovane 27enne scomparsa da Rometta (ME) lo scorso 10 luglio.

E’ questa l’ipotesi che spunta dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza, rinvenuto giovedì scorso sotto un viadotto dell’autostrada a Messina insieme alla Fiat 600 bianca sulla quale si era allontanata e che ha subito lasciato ipotizzare ad una morte avvenuta per incidente stradale.

Si affaccia però un’ipotesi ben diversa da quella dell’incidente stradale come causa della morte. Infatti, secondo quanto emerge da un’inchiesta parallela a cui gli inquirenti lavorano da mesi, la giovane potrebbe essere stata oggetto di sequestro, vittima di un conseguente omicidio e poi gettata insieme alla sua auto sotto il viadotto messinese.

Tra le testimonianze che avvalorano questa tesi c’è quella di una donna calabrese che afferma di aver visto la Grassi nei primi di agosto del 2013 (ad un mese dal probabile incidente mortale) a Villapiana Lido, in provincia di Cosenza e la 27enne le avrebbe fatto delle confidenze.

In seguito, la stessa donna afferma di aver ricevuto una telefonata da Provvidenza il 6 settembre 2013, durante la quale la giovane avrebbe lamentato problemi di salute e parlato di analisi cliniche da effettuare.

A questo punto della storia entrano in gioco il Vallo di Diano e Sala Consilina. La testimone, infatti, così come riporta il quotidiano La Gazzetta del Sud, ha dichiarato agli inquirenti che, preoccupatasi per l’amica, l’avrebbe richiamata e dall’altra parte del telefono di “Provvy” avrebbe risposto una donna di nome Giada che, disperata e in lacrime, avrebbe confidato che si trovavano a Sala Consilina, segregate e schiavizzate, e che proprio in quell’istante due uomini di Catanzaro stavano somministrando una flebo a Provvidenza.

Giada avrebbe anche raccontato alla testimone che i due uomini avrebbero in precedenza investito un uomo con l’auto, uccidendolo.

Una storia oscura e ricca di particolari anche agghiaccianti, che potrebbe essere frutto della fantasia di un mitomane, ma che rimane comunque agli atti di un’indagine che prosegue con lo scopo di scoprire come siano andate davvero le cose.

Una testimonianza misteriosa, quindi, da verificare da parte degli inquirenti, ma che mette al centro di questa oscura scomparsa il centro capofila del Vallo di Diano dove, stando a questa ipotesi, Provvidenza Grassi potrebbe essere stata segregata per giorni o addirittura mesi. Se il contenuto della telefonata corrispondesse alla realtà dei fatti e avesse per chi indaga un elevato grado di attendibilità, dove e con chi Provvidenza, a Sala Consilina, sarebbe stata rinchiusa e schiavizzata, approssimativamente durante il mese di settembre dello scorso anno?

– Chiara Di Miele –


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