“Ritorno al Medioevo tra violenza sulle donne e chiusura Punto Nascita”, il monito di “Mai più Lucrezia”



































A 12 giorni dalla tremenda morte di Violeta, il giorno dopo il funerale, in un silenzio assordante che fa più rumore di mille parole, sembra che il Vallo di Diano sia ripiombato nel Medioevo oscurantista dei secoli più bui, che credevo ormai superati”.

A dichiararlo è l’avvocato Teresa Paladino, Presidente dell‘Associazione “Mai più Lucrezia – Onlus” di Sala Consilina.








Abbiamo assistito impotenti, o indolenti – dichiara la Presidente Paladino – alla tragedia di una donna e dei suoi figli, vittime, tutti, di un uomo padrone, che ha brutalmente ribadito la sua forza, nella vita come nella morte, decidendo quando e come Violeta doveva smettere di esistere. Ma con altrettanta passività e inerzia, complici le Istituzioni e la Politica, che tanto si indignano di fronte ad episodi di violenza familiare e femminicidi, vediamo portarci via il Punto Nascita dell’ospedale di Polla“.

“Non è anche questa violenza sulle donne? – chiede ancora Paladino – Privare ciascuna di noi del diritto di far nascere il proprio bambino presso l’ospedale del proprio territorio, non è una violenza? Non garantire più la sicurezza di madre e figlio nel momento più sacro della vita non è una violenza? Come se si potesse sempre programmare quando e dove un bambino decide di nascere. O forse dobbiamo ricominciare a partorire in casa? Il paradosso è che questo crimine venga commesso proprio dallo Stato e dalle Istituzioni, per rispondere ad una vergognosa logica di riassetto organizzativo di un sistema malato dalle fondamenta dove i  numeri contano più degli esseri umani”.

Ho assistito in questi giorni ad una gara di solidarietà della popolazione di Sala Consilina, italiana e rumena – continua – per un aiuto ai figli di Violeta ma mi chiedo chi si occuperà delle donne che continuano a vivere situazioni di precarietà economica, familiare e culturale, forse già sole a combattere le loro battaglie quotidiane chiamate ora alla sfida della maternità negata. Dovremo aspettare una inevitabile tragedia prima che Regione, Governo e Stato si rendano conto dell’inciviltà morale e storica di una decisione tanto scellerata come quella di sopprimere il Punto Nascita che depreda un territorio già disagiato”.

“L’impegno dei Comuni – conclude – memore dell’aiuto che non siamo risuciti a dare Violeta, si assuma la responsabilità di proteggere e garantire il diritto a diventare madri alle donne del territorio, in piena sicurezza ed in un presidio sanitario di prossimità, in uno sforzo comune di ripristino di uno stato di diritto e solidarietà”

– Claudia Monaco –





































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