Giorni decisivi per il futuro del Centro Sportivo “Meridionale” di San Rufo, i cui impianti dedicati al nuoto, al fitness ed al tennis potrebbero cessare di funzionare dal prossimo mese di gennaio. L’intervista è con il Presidente dell’Assemblea dei sindaci del Centro Sportivo di San Rufo Rocco Giuliano.

  • Presidente, è la cronaca di una morte annunciata, la chiusura degli impianti del Centro Sportivo di San Rufo?

Se ciò dovesse davvero succedere dovremmo davvero vergognarci. Decretarne la sua chiusura significherebbe davvero offendere anche l’impegno, la generosità e la lungimiranza del senatore Enrico Quaranta che fortissimamente volle quell’opera che doveva sancire il riscatto di un intero territorio.

  • Così, però, non è stato

E’ vero, e tutti noi amministratori dovremmo recitare il mea culpa. Amministrare significa avere una vision, condividere un progetto e non coltivare i campanilismi. E’ il campanilismo la nostra palla al piede, che non ci dona un quadro d’assieme e che ci fa guardare soltanto al piccolo orticello. E questo è un problema che dobbiamo assolutamente risolvere per riuscire a fare rete e cominciare a pensare in grande. E la realizzazione del Centro Sportivo di San Rufo andava proprio nella direzione di fare rete, di condivisione di un’idea comune.

  • Ora, però, se non intervengono fatti concreti, di questo progetto non rimarrà che un ricordo

No! Il Centro Sportivo deve continuare a vivere. Basta un po’ di buona volontà e considerare la grande delusione che si ingenererebbe nelle nostre comunità se da un momento all’altro non dovessero venire più garantiti servizi che vengono richiesti da tante centinaia di persone . Sarebbe un’offesa al nostro territorio che, giustamente, non ci verrebbe perdonata. Il Centro Sportivo non può chiudere i battenti.

  • Ma come se ne esce se Atena Lucana, Auletta, Buonabitacolo, Corleto Monforte, Monte San Giacomo, Padula, Petina, San Rufo, Sassano, e la Comunità Montana Vallo di Diano continuano a non versare la quota associativa?

Se ne esce con il senso di responsabilità e l’ amore per il proprio territorio. Il prossimo 2 dicembre ho convocato l’assemblea dei sindaci, con la speranza che si trovi una auspicabile via d’uscita che superi particolarismi e schieramenti politici, puntando soltanto agli interessi del nostro territorio.

  • Altrimenti?

Altrimenti dobbiamo fare le valige e scomparire per sempre da questo territorio per i danni che gli abbiamo provocato, incapaci neppure di mantenere in vita un progetto che, nato da un’idea del senatore Quaranta, ci vide impegnati nella condivisione di un’idea che avrebbe dovuto portare il nostro territorio ad avere un’unica identità ed i cui il Centro Sportivo  di San Rufo doveva essere il fulcro intorno al quale far ruotare questa idea. Ai miei colleghi sindaci rivolgo un accorato appello: serve uno scatto d’orgoglio, serve unire le nostre forze per evitare che si compia un altro attentato al nostro territorio, senza tralasciare la possibilità di verificare eventuali ingressi di privati nella gestione degli impianti. Ma quello che dobbiamo fare, ora, urgentemente, è evitare che il “Meridionale” chiuda i battenti.

– Rocco Colombo –

4 Commenti

  1. Massimo Lorenzi says:

    Avere per circa quarant’anni costui, ed i suoi sodali colleghi e ciurme di lacche serventi,’ ad amministrare la res pubblica della zona con i risultati attuali, e’ sintomatico anche di un elettorato incapace di scegliersi i propri amministratori. Chi e’ causa del suo male…

  2. Almeno avessero la dignita’ di metterci la faccia presentandosi all’ assemblea, magari mettendo da parte gli interessi personali si troverebbe anche un accordo, in caso contrario sarebbe il colpo del ko per il vallo.

  3. Un grande uomo già 40 anni fa aveva intuito che l’unica salvezza per il nostro territorio era creare la Città Vallo, ma lo avete ignorato per coltivare i vostri miseri interessi personali. Lo ricordate con ammirazione ma di sicuro lui da lassù vi considera dei miseri Fantozzi

  4. Felice Coiro says:

    E fai le valige visto che sono venti anni che hai gestito il centro sportivo portandolo nel degrado più totale.

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