“Interloquendo con diversi genitori di studenti ho avuto l’opportunità di raccogliere diffuse doglianze legate al fatto che in gran parte degli istituti scolastici del Vallo di Diano, forse la quasi totalità, non è stata assunta alcuna iniziativa a celebrazione del ‘Giorno del ricordo’ per commemorare le vittime delle foibe e gli italiani esodati dall’Istria e dalla Dalmazia”.

Così Giovanni Graziano del Coordinamento Fratelli d’Italia – Vallo di Diano all’indomani del Giorno del Ricordo dedicato alle vittime delle Foibe.

“Naturalmente mi guardo bene dall’addentrarmi in confronti pretestuosi – dichiara Graziano – con la diversa sensibilità mostrata, poche settimane prima, in occasione della commemorazione delle vittime della Shoah quando sono state assunte iniziative che reputo, e sottolineo con forza, oltremodo meritorie. Il mio ragionamento parte da un presupposto molto semplice: la memoria o è condivisa o non è memoria. Non può esserci memoria di parte altrimenti si resta estranei alla dimensione del comune sentire, del senso di appartenenza, dei valori identitari. Non mi sfuggono, certo, le polemiche e le contrapposizioni che, puntualmente, ogni anno e di questi tempi, prendono luogo nel dibattito politico. Ma il problema è proprio questo: il rifugiarsi nel contesto ideologico ed alimentare la contrapposizione di parte rispetto ad argomenti su cui dovrebbe esserci la comune concordia. Le vittime di tragedie, a differenza dei loro carnefici, non hanno colore politico, l’unica casacca che indossavano era quella del martirio”.

“Affinché la memoria sia davvero collettiva occorre storicizzare i fatti – conclude – contestualizzarli ai tempi ed evitare che tragedie del passato vengano puntualmente attualizzate solo per piegarle a speculazioni di parte nel pubblico dibattito. In questo, la scuola ha un ruolo decisivo. Solo la scuola, infatti, può coltivare i percorsi commemorativi comuni per elevare le nefandezze di ieri a moniti per le generazioni di domani”.

Claudia Monaco –

 

Un commento

  1. Il rispetto per i morti e’ dovuto ,gentile signor Graziano,ma la storia deve essere raccontata tutta,dall’inizio:non devono essere omesse le atrocita’commesse dalle milizie fasciste in quelle terre occupate militarmente,la pulizia etnica operata dai camerati italiani,le stragi,i campi di concentramento con donne ,bambini e vecchi morti di di stenti:la strage delle foibe nasce da un ventennio di violenze messe in atto dai fascisti italiani sulle popolazioni istriane e dalmate. I partigiani titini non impazzirono improvvisamente,reagirono con violenza alla violenza da noi esercitata nei loro confronti per venti anni .Alla fine ,gli venne negato persino il processo in sede internazionale,degli aguzzini responsabili.Per evitare che fatti del genere vadano a ripetersi,basta restare nei propri confini,senza invadere terre straniere,cosa che i fascisti italiani fecero.Le consiglio,a scopo esplicativo,la visione del documentario dela BBC “Fascist Legacy”,datato di qualche decennio,acquistato dala Rai e mai trasmesso;si spieghera’il perche’ di tanto odio nei nostri confronti da parte di quei popoli.Vale sempre la massima:male non fare ,paura non avere.

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