La storia, l’arte e la fede della millenaria Diocesi di Policastro Bussentino rivivono nel nuovo riallestimento del Museo Diocesano, narrate in un percorso espositivo originale e moderno. La collezione d’arte sacra sarà benedetta ed inaugurata lunedì 5 marzo alle ore 18.00 alla presenza dell’Arcivescovo di Catanzaro–Squillace, Monsignor Vincenzo Bertolone e del suo predecessore, Monsignor Antonio Cantisani, dopo la Santa Messa celebrata in occasione della solennità di San Pietro Pappacarbone, patrono con San Cono della Diocesi Teggiano-Policastro.

Il riallestimento museale, fortemente voluto dal Vescovo, Monsignor Antonio De Luca, è stato reso possibile dalla collaborazione della Diocesi con la Parrocchia di Santa Maria Assunta, con la Cooperativa Paràdhosis, ente gestore dei musei diocesani e con la direzione museale, rappresentata dall’architetto Marco Ambrogi che ne ha progettato e diretto gli interventi. La cerimonia di benedizione ed inaugurazione del Museo sarà preceduta dagli interventi di saluto da parte di Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina, dell’architetto Francesca Casule, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e del Vescovo De Luca, mentre all’interno del nuovo museo una breve sintesi descrittiva dall’esposizione sarà curata dal direttore museale.

L’apertura del nuovo spazio culturale, collocato in un ambiente contiguo alla chiesa concattedrale, segue l’inaugurazione, nel luglio del 2016, del Lapidario Dianense a Teggiano e precede la nuova riorganizzazione in corso della sede centrale del “San Pietro”, che porterà ad una rinnovata veste espositiva mediante un riallestimento moderno e razionale. L’importanza della cerimonia di inaugurazione, oltre che segnare l’evento di riapertura del museo policastrense proprio nel giorno della festività del suo patrono, San Pietro Vescovo, risiede anche nel significativo dono di un pastorale in argento sbalzato e cesellato del XIX secolo da parte del Museo Diocesano di Catanzaro ad opera dell’Arcivescovo, Monsignor Bertolone. L’opera d’arte, appartenente a Sua Eccellenza, don Antonio Cantisani, gli fu consegnata al momento della sua consacrazione episcopale da parte del Servo di Dio Federico Pezzullo, ultimo Vescovo di Policastro, ed ora farà ritorno nel museo in cui sono custodite e venerate le sue spoglie mortali. Riallestito negli antichi ambienti della confraternita dell’Assunta, dopo l’esperienza espositiva della mostra “Visibile Latente” del 2004, il Museo si compone di tre sezioni, dedicate rispettivamente alla scultura su pietra, legno e cartapesta, alla pittura (quadreria) ed alla suppellettile liturgica (argenti, altaristica e paramenti). Un percorso tematico anulare permette di apprezzare le opere esposte, che si periodizzano in un arco di ben 19 secoli, dall’età romana al primo Novecento. Iscrizioni e sculture romane, medievali e rinascimentali introducono alla prima sala, dove sono esposte statue tardo barocche e del XIX secolo. La quadreria ospita tele e tavole (XVII-XIX secolo), mentre la terza sala si configura con alcune teche in cui sono custoditi argenti, paramenti sacri, ex voto, altaristica e croci processionali. Da segnalare uno stupendo crocifisso d’avorio del XVII secolo ed una croce processionale in argento del 1532, proveniente da Tortorella. Il pezzo forte del Museo è il ciborio della metà del Quattrocento, in marmo di Carrara, commissionato dal Vescovo agostiniano Carlo Fellapane sul modello dell’edicola del portale della vicina chiesa cattedrale.




Con l’inaugurazione del Museo di Policastro la rete diocesana legata all’arte sacra si amplia maggiormente, offrendo uno spaccato storico e culturale ricco di ben tre sedi e periodizzato in due millenni di commissioni e realizzazioni, capace di raccontare esaustivamente la fede dei territori della Diocesi di Teggiano-Policastro.

– Chiara Di Miele –

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