Con due sentenze pubblicate il 14 giugno, il Consiglio di Stato ha dato ragione al sindaco di Maratea, Daniele Stoppelli, riguardo alla vicenda del decreto di revoca agli assessori Francesca Crusco e Biagio Glosa, firmato il 5 marzo scorso.

Si chiude, per quanto riguarda la parte amministrativa, la vicenda nata nel Municipio di Maratea lo scorso marzo, che sfociò anche con una furiosa lite tra il sindaco e i due assessori sfiduciati, tanto che si resero necessarie le cure dei sanitari in ospedale. Il sindaco Daniele Stoppelli decise di revocare le deleghe ai due assessori per essere venuto meno il rapporto fiduciario e per alcuni comportamenti non proprio piaciuti al primo cittadino. Il decreto venne impugnato dai due davanti al Tar Basilicata.

Prima il respingimento del ricorso da parte del Tribunale Amministrativo Regionale, poi il ricorso dei due ex assessori al Consiglio di Stato e stesso esito da Palazzo Spada: ricorsi respinti. Secondo il Consiglio di Stato, il decreto di revoca del sindaco Stoppelli risulta essere fondato dal momento che da parte degli assessori risultava esserci una posizione conflittuale e non collaborativa assunta negli ultimi mesi, sia attraverso i social che in sede istituzionale.

Per la Quinta Sezione è legittimo il decreto di revoca di Stoppelli. Al loro posto il primo cittadino della Perla del Tirreno nominò assessori Paolina Michela Piscitelli e Renato Accardi. Sostanzialmente, il Consiglio di Stato ha confermato le motivazioni del Tar di Basilicata che lo scorso aprile aveva anche sottolineato che il rapporto conflittuale che si era creato tra le parti bastava a motivare le revoche.

– Claudio Buono –

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