La Regione Campania ha da oggi una legge che prevede misure di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari.

Nello specifico viene disciplinata e monitorata l’attività delle sale da gioco e degli spazi per il gioco attraverso la regolamentazione degli orari di esercizio e delle distanze da luoghi sensibili.

Viene vietata la nuova apertura di attività di gioco (sale dedicate, corner, esercizi pubblici che installano apparecchi) ad una distanza dai luoghi sensibili inferiore a 250 metri e viene previsto che, per le attività già esistenti, le disposizioni regolanti le distanze non siano applicabili, a condizione che detti esercizi siano dotati o si dotino (entro 240 giorni dall’entrata in vigore della legge) di una serie di requisiti come ad esempio l’accesso selettivo all’offerta di gioco, la videosorveglianza, la partecipazione dei titolari dell’attività ai corsi di formazione previsti dalla legge.

– Claudia Monaco –

2 Commenti

  1. Caro Pasquale, hai pienamente ragione circa la chiusura. Purtroppo a nessun proprietario o gestore delle slot, piacerebbe “rinunciare” ai guadagni in nero delle macchinette. Con quei soldi a nero, coloro costruiscono i palazzi e si vanno a fare le vacanze ai Caraibi, Maldive e in Sardegna per circa un mese ogni anno. La soluzione più valida è … proprio la distribuzione di beni quotidiani per … far nutrire tutti gli “affamati e ammalati” di necessità del gioco. Ricordiamoci che anche allo stato … fanno comode le slot!

  2. Dovreste farli chiudere definitivamente , o meglio cambiare i premi con oggetti, cibo o altro .

    Si sono rovinate intere famiglie e tanti giovani ci stanno cadendo .

    Toglieteli di mezzo definitivamente !

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