
I personaggi del romanzo “Quando la morte bussa” di Paolo Manzione appartengono alla natura come gli animali della campagna appartengono alla “terra”. Si muovono con la lentezza tipica di chi si prende del tempo per pensare, per immaginare, per decidere. Poi, quando il “fatto” accade, tutto avviene in un attimo, ma appunto prima era stato pensato, immaginato, presentato, atteso.
Nel romanzo, tutto è stato costruito abilmente dalle parole di Paolo Manzione, con il ripetersi di una frase, di un concetto espresso in modo sempre più chiaro e convincente, sempre più vicino alla tragica realtà.
L’autore ci mostra la costruzione delle vite dei personaggi, la loro realizzazione, il loro continuo avvicinarsi e fuggire alla morte; i sogni di una vita tranquilla e le difficoltà di realizzarla in un ambiente dove il rispetto e la parola data sono valori ancestrali. Metaforicamente, ognuno di noi vive così, in un alternarsi di incontri che nascono, trasportando emozioni da imparare a saper gestire e di relazioni che finiscono, lasciando una scia di ricordi che fanno male.
I nomi dei personaggi scritti in dialetto, i loro soprannomi: “Bbacchetta”, il “masciatàru”, “lu massàru” li rendono ancora più legati alla cultura antica. “La felicità è un destino” e non tutti ne sono destinati nel romanzo di Paolo Manzione.
Anche i luoghi, le vie di terra battuta, acquistano un’importanza che si avvicina alla sacralità: strade percorse da anni, sempre le stesse e sempre uguali; stalle dalle cui finestrelle si spia la vita dei cortili. Luoghi in cui si vive nella tradizione e nel diritto di natura che ci mostrano il valore secolare della “proprietà”, inviolabile e impenetrabile da estranei, come inviolabili erano le donne che vi vivevano.
I personaggi, le case, gli animali, gli oggetti, le vicende, le speranze, le offese, i dolori e gli amori si presentano con una grande forza espressiva e vengono descritti da Paolo Manzione con una dovizia di particolari che rendono il suo testo un romanzo corale.
“Lo frenava uno strano presentimento, una percezione di paura lo condizionava…”. E’ il pericolo il protagonista principale da cui si sfugge ed a cui si va incontro nel nuovo romanzo “Quando la morte bussa” di Paolo Manzione, pubblicato da Booksprint Edizioni.
Nessuno può sfuggire al proprio destino e, prima o poi, giungeremo tutti al momento della “serenata di morte”: “L’assolo dell’organetto, gli sforzi di tono, caduti nell’indifferenza, lasciarono tutti senza risposta”.



