“Psicologica…mente” – Tra vittorie e sconfitte: essere donne oggi. Intervista alla dott.ssa Caterina Lauria



































Psicologicamente logoNuovo appuntamento dedicato alla psicologia. Questo mese uno sguardo all’essere donna oggi tra doveri, bisogni e desideri.Ne abbiamo parlato con la psicologa dott.ssa Caterina Lauria

D. – Quali sono le richieste che la società fa alle donne?

R. – “Sicuramente la richiesta che viene più spesso fatta al femminile è quella di essere bella. Alle donne viene fatta una richiesta di realizzarsi all’interno della sfera del sentimento, attraverso i canali del matrimonio, dei figli e di una famiglia felice. Il maschile sembra essere socialmente dispensato da una realizzazione sentimentale, purchè riesca a raggiungere  nel minor tempo possibile i vertici della realizzazione economica e sociale”








D. – Come avviene lo sviluppo dell’identità femminile da un punto di vista  psicologico?

R. – “Molti sono i fattori che concorrono allo sviluppo della femminilità .Alla nascita, la bambina (così come il bambino) ha un rapporto simbiotico con la madre, ma verso i 3 anni comincia gradualmente una differenziazione di sesso: la bambina stabilisce un altro tipo di rapporto con la madre che non riguarda più solo le cure materna, ma si indirizza verso l’identificazione con essa. L’identificazione e imitazione della madre può non essere lineare a secondo del modello proposto dalla madre,  la figlia può rifiutare di assumere il modello soprattutto se gli è imposto e assumerne uno opposto. Le bambine – ragazze che hanno per madri-donne che lanciano messaggi utili alla costruzione personale della propria femminilità in modo libero senza stereotipi e permettendo alla figlia di fare esperienza, sono senz’altro le più fortunate. Concorre alla costruzione dell’identità femminile anche l’esperienza e la frequentazione dell’altro sesso, che rappresenta un continuo arsenale di stimoli verso la consapevolezza di se stesse. Altrettanto importante sono il confronto con le amiche e i modelli culturali in cui si è inseriti. Per C. Horney esiste una innata predisposizione femminile nella donna ma che è disturbata, deviata dalla società. Donna e uomo sono fatti nella natura, ma non nella società, nella cultura. La bambina sin dalla nascita ha naturalmente un proprio sviluppo che non segue quello maschile e che ha le proprie mete”

D. – È più facile nascere donna oggi rispetto a 60 anni fa?

R. – “Sicuramente le donne più che in passato hanno maggiori possibilità di realizzare le proprie aspirazioni personali, e non essere solo madre e moglie. La donna moderna si divide tra molteplici attività non sempre semplici da conciliare. Alla donna moderna forse a volte gli viene chiesto l’impossibile: essere bella, dolce, ricettiva, amante, sposa, madre e, nello stesso tempo uguale all’uomo nel mondo del lavoro. Sicuramente quando si cerca di cogliere l’essenza e l’autenticità di una figura femminile, non dovremmo dimenticare che all’idea diffusa della donna come fragile, indifeso e debole, si contrappone e si accompagna quella della “femmina”, intesa come essere vivente capace di  grande coraggio e temerarietà”

D. – L’autonomia una conquista per la donna moderna?

R. – “Il tema della trasformazione psicologica e della conquista della autonomia, rappresenta un identico e spinoso problema sia per il maschile che per il femminile. Le donne incominciano  a rendersi conto che essere autoresponsabili non è una prerogativa solo maschile. Purtroppo,  molte donne  sentono ancora che conferisce  maggior “potere” un atteggiamento passivo e inerte, che il non farsi carico attivamente del proprio destino. Spesso la socializzazione incoraggia questa certezza, e le donne possono cosi sognare un “salvatore” che renderà il mondo il più possibile confortevole per loro, che gli darà la felicità, la realizzazione e la stima di sé. Tuttavia, ne la stima di sé ne l’ efficienza personale possono essere ricevute come un dono da altri, o nascono dentro di sé o non nascono affatto. Sicuramente la storia e la mitologia  hanno evidenziato come la conquista dell’autonomia implichi una lotta intensa e non sempre facile soprattutto per il femminile, ma  sicuramente la donna ha dentro di se tutte le risorse e le capacità  per raggiungere questo obiettivo”

D. – L’uomo e  la donna diverse  abilità e competenze diverse?

R. – “L’uomo procede per potere e status, la donna per movimenti spontanei della anima per competenze emotiva. Il femminile è protagonista proprio della relazione, nel rapporto interpersonale , maestro di sentimenti e di emozioni. La donna spiega all’uomo l’ alfebetizzazione  emotiva. Molte donne si identificano con il maschile, imitano il  potere maschile perdendo il proprio potere. La donna non deve essere bella, proprio come un uomo non deve essere ricco e potente: maschile e femminile dovrebbero acquisire la pazienza necessaria per trasformarsi in esseri unici, eroi di avventure assolutamente personali”.

– Claudia Monaco –


 





































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