E’ critica la situazione finanziaria della Provincia di Salerno che emerge dall’ultimo Consiglio provinciale tenutosi qualche giorno fa a Palazzo Sant’Agostino che, tra le altre cose, ha deliberato sui gravi squilibri della gestione finanziaria.

Le manovre di finanza pubblica che si sono succedute dal 2010 hanno infatti determinato una consistente riduzione dei trasferimenti erariali che per la Provincia di Salerno sono passati dagli 11.486.000 in meno del 2010 ai 29.462.287,50 di quest’anno. In 7 anni l’importo di riduzione è andato via via aumentando e si è aggiunto al fatto che, dal 2014, la Provincia risulta particolarmente gravata da ingenti contributi alla finanza pubblica imposti da una serie di leggi statali. Con un Decreto Presidenziale del gennaio scorso l’Ente sta operando in gestione provvisoria, sia per il grave squilibrio finanziario dato dai pesanti contributi alla finanza pubblica e dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio in misura pari al mancato rispetto dei vincoli di finanza pubblica, sia per l’obbligo di riapporre il vincolo sull’avanzo di amministrazione 2016 a seguito delle somme svincolate e applicate al bilancio 2016. Nel frattempo sono state adottate diverse misure per il perseguimento degli equilibri di bilancio, tra cui la rinegoziazione dei mutui, e si è provveduto ad effettuare ricognizioni per eventuali nuove e maggiori entrate e minori spese oltre alla presa d’atto dell’impossibilità di aumentare le aliquote sulle entrate proprie in quanto sono state già raggiunte quelle massime.

Lo squilibrio finanziario – ha dichiarato il Presidente della Provincia Giuseppe Canforanon è stato determinato da un’inefficace azione amministrativa della Provincia di Salerno, purtroppo è il risultato di un’azione legislativa che ha determinato da una parte un’assenza di erogazioni da parte del Governo centrale e dall’altra una mancanza di entrate nelle casse per quel poco che ci veniva corrisposto dalla RCA. Questa situazione non è soltanto della Provincia di Salerno, è di tante province italiane, ma la nostra azione politica l’abbiamo fatta sentire bene, l’abbiamo fatta sentire nei luoghi dove doveva essere sentita, ci sono nostri parlamentari che si sono impegnati e sono ancora impegnati in questa fase e siamo certi e sicuri che nella prossima Legge di Stabilità i 380 milioni di euro che sono già stati stabiliti per le province italiane e il fondo per facilitare il riallineamento o la rientrata di quelle Province che hanno dichiarato il predissesto sarà un fondo che per i prossimi tre anni sarà alimentato dai 90 milioni di euro. Sono ancora insufficienti? Sì, sicuramente sono ancora insufficienti, perché sicuramente quello che abbiamo chiesto come Unione delle Province Italiane ammonta a 640 milioni, ma è pur tuttavia un primo passo per uscire dalle sabbie mobili“.

Canfora ha annunciato poi che “entro 90 giorni dobbiamo presentarci con un piano industriale credibile. Sembra che siamo tutti quanti impegnati a risolvere questo problema e tra l’altro per me non è un problema, è una risorsa. In questa situazione di difficoltà immane siamo stati capaci di sbloccare opere ferme da 10 anni e io questo lo dico con orgoglio, perché sbloccare i corpi idrici superficiali, sbloccare la Fondovalle Calore, sbloccare prossimamente la Pisciottana, sbloccare la tangenziale, sbloccare tutto ciò che riguarda l’aeroporto credo sia un onore in una situazione di difficoltà massima“.

– Chiara Di Miele –

Un commento

  1. pierangelo trezza says:

    CHIUDERE LE PROVINCE SUBITO!

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