La senatrice Margherita Corrado, membro della Commissione permanente Cultura, ha presentato delle osservazioni e richieste di chiarimenti al Segretario generale affinchè venga disposta un’ispezione al Parco Archeologico di Elea-Velia in merito al progetto di recupero ed integrazione delle sedute del Teatro di Velia.

I lavori di recupero hanno innescato negli ultimi giorni una polemica. “Un progetto di manutenzione straordinaria o, come in questo caso, di restauro, pur se promosso dalla Direzione di un parco autonomo – afferma la senatrice Corrado – non può essere ignorato dalla Soprintendenza territoriale che, anzi, deve riceverlo e validarlo preventivamente. Nel caso di un progetto invasivo che intervenga su testimonianze monumentali importanti e delicate come quelle veline, anzi, ci sta anche che la Soprintendenza ABAP si rivolga alla propria Direzione generale per un atto di indirizzo che detti le direttive del caso, fatti salvi i criteri di restauro dettati dalla circolare del 1974. A Velia, però, almeno finora, proprio l’archeologia è il convitato di pietra e il CODACONS Cilento che correttamente, nei giorni scorsi, aveva inviato alla Direzione generale ABAP una istanza/diffida per ottenere documentazione/informazioni sui contestati lavori del teatro, oggi si è visto rispondere dalla direttrice, F. Galloni, con nota (prot. 5741) sottoscritta anche da A. Falcone (ICR) come responsabile dell’istruttoria e M.G. Fichera per il Servizio II, che la pratica passa alla Direzione generale Musei e al Parco per difetto di competenza“.

La stessa senatrice, attraverso Fb, aveva chiesto se quel progetto fosse stato inviato alla Soprintendenza territoriale (Avellino e Salerno), con la quale era plausibile immaginare che il Parco avesse interlocuzioni quotidiane. “Mi risulta – continua – che proprio dalla Segreteria di quell’ufficio provenga il geometra creato progettista e dimessosi a gennaio in seguito delle prime polemiche. Lo ha sostituito l’architetto che è stato nominato anche Direttore Lavori, mentre il Direttore del Parco ha assunto pochi giorni fa il ruolo di RUP in luogo del ragioniere designato inizialmente: altra decisione contestabile”. La Corrado chiede anche se il progetto fosse stato inviato alla Soprintendenza e, se sì, quale valutazione quella ne avesse dato, da permettere l’esecuzione di lavori così discutibili e se la DG ABAP-Servizio II fosse stata messa al corrente e si fosse espressa a sua volta. “La risposta data al CODACONS – spiega – dimostra che quand’anche il direttore Zuchtriegel avesse inviato il progetto alla SABAP e l’ufficio periferico avesse condiviso qualche informazione/sollecitazione con quello centrale, la Direzione generale ABAP avrebbe rispedito tutto al mittente, perché convinta della propria estraneità alla tutela archeologica dei beni immobili situati all’interno degli istituti e luoghi con autonomia speciale. Peccato si tratti di una convinzione errata. L’incompetenza della Direzione generale ABAP sulla questione del restauro del teatro di Velia è asserita, nella nota ministeriale, ai sensi dell’art. 4 comma 3 del DM 9 aprile 20161 e dell’art. 43, comma 5 del DPCM 169/2019. A norma dell’art. 15 del Codice Civile, però, il DM citato, anteriore di tre anni rispetto al DPCM, è abrogato perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge anteriore”.

L’art. 43, comma 5 del DPCM statuisce che i direttori dei parchi archeologici autonomi esercitano anche le funzioni dei Soprintendenti ABAP nel territorio di rispettiva competenza e il comma 6, con riguardo a quelle funzioni, precisa che, ove si tratti di uffici di livello dirigenziale non generale, com’è il Parco di Paestum e Velia, sono soggetti all’attività di direzione, indirizzo, coordinamento e controllo della Direzione Generale ABAP. “Se la tutela sul territorio di competenza è del direttore del Parco in quanto vi svolge anche le funzioni del Soprintendente ABAP, come tale rispondendo alla DG ABAP, la domanda che deve attirare tutta la nostra attenzione è: a chi spetta la tutela sui beni culturali presenti nel suddetto territorio?” chiede la Corrado.

L’art. 4 comma 3 del DM 9 aprile 2016 stabilisce che i direttori dei parchi archeologici autonomi esercitano, all’interno dei confini di rispettiva competenza e negli istituti, luoghi, immobili e complessi assegnati, le funzioni dei Soprintendenti ABAP e dipendono funzionalmente dalla DG ABAP. L’art. 41, comma 1 lettera b) del DPCM 169/2019 riconosce nel Soprintendente ABAP colui
che autorizza l’esecuzione di ogni genere di opere e lavori sui beni culturali, tranne quelli mobili assegnati a direzioni regionali e istituti con autonomia speciale. “Se il Soprintendente è colui che autorizza, a chi spetta eseguire quanto autorizzato dal Soprintendente?” chiede ancora la senatrice M5S.

L’art. 43, comma 4, lettera o) stabilisce che il dirigente con autonomia speciale amministra e controlla i beni avuti in consegna dal proprio Istituto ed esegue sugli stessi anche i relativi interventi conservativi, ferme restando le eccezioni all’art. 41, comma 1 lettera b). “È pacifico – prosegue – che gli interventi dei quali la Direzione del Parco cura l’esecuzione possono anche essere stati elaborati da un progettista (interno o esterno, purché avente titolo!) che ha la piena fiducia della suddetta Direzione ma la presentazione del progetto al dirigente dell’ufficio territoriale di tutela perché esprima ufficialmente l’assenso/autorizzazione a realizzarlo è imprescindibile. Poiché non ha alcun pregio l’affermazione che l’istanza del CODACONS va trasferita alla Direzione generale Musei perché il Parco Archeologico di Paestum e Velia afferisce a quella, chi ha firmato il via libera ai lavori nel teatro del Parco di Elea-Velia e chi spinge, ora, per il  liberi tutti?“.

– Chiara Di Miele –


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