Si è tenuta ieri mattina, presso il Tribunale di Salerno, l’udienza preliminare nell’ambito del processo Chernobyl, che vede 39 imputati (uno dei quali deceduto nel 2010) e il rischio di prescrizione per una serie di reati in materia ambientale.

Tanti i soggetti che si sono costituiti parte civile: accanto alla Comunità Montana Vallo di Diano, al Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano – Tanagro e alla maggior parte dei Comuni del Vallo, vi sono importanti organizzazioni ambientaliste come Legambiente, ma anche le Provincie di Salerno, di Napoli e Caserta, la Regione Campania e Associazioni a tutela dei diritti dei cittadini, quali Codacons Campania e Adiconsum. Il gup Dolores Zarone ha concesso un’ora alle parti per l’analisi degli atti, al termine della quale alcuni avvocati della difesa hanno chiesto una nuova udienza per approfondire l’esame degli stessi. La difesa ha contestato, infatti, la mancanza di tempo per valutare la legittimità delle associazioni e degli Enti che si sono costituiti parte civile. Il giudice Zarone ha disposto di rinviare l’udienza al 20 febbraio per dare la possibilità agli avvocati che non lo hanno fatto ieri, di prendere la parola; il pm Russo ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati.

Presenti in aula anche il comitato #diano in piena, gruppo ha l’obiettivo di creare uno spazio per il coordinamento di tutte le organizzazioni che si occupano di temi ambientali nel Vallo di Diano, Roberto De Luca, per il Codacons Vallo di Diano, Fra’ Luigi D’Auria, francescano del Convento di Polla, che stanno seguendo con grande impegno l’evoluzione del processo Chernobyl.

– Filomena Chiappardo –


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