atena lucana dianoinpienaLettera alla redazione – di Antonio Manzione

La sera del 7 gennaio, la partecipazione di molti valdianesi all’incontro di Atena Lucana sul processo Chernobyl ha suscitato in me grande entusiasmo. Ho visto la gente comune svegliarsi da un torpore, non solo tipico della stagione invernale, e cercare di capire e dare il proprio contributo ad una vicenda molto delicata che riguarda la salvaguardia del nostro territorio e quindi la nostra salute. Ho visto anche molti amministratori dei comuni del Vallo di Diano, i quali si sono avvicendati negli interventi finali, ed ognuno ha affrontato il problema secondo la propria azione, chi sviscerando  un ping pong di protocolli, chi rassicurando con le analisi dell’ARPAC, chi chiamando in causa altri enti: Provincia, Regione, Ministero, chi dicendo di aver bonificato siti comunali, ecc.; ma quasi tutti sono stati lontani dal problema, forse perchè la tutela dell’ambiente negli scorsi anni non ha avuto la giusta attenzione, mentre oggi assume una dimensione diversa, individuale, vissuta spesso nel dramma della perdita di un congiunto a causa di malattie tumorali.

A questo punto credo che non sia il caso di stare ancora a discutere se costituirsi oppure no parte civile, perché ciò è un assoluto obbligo morale ed un dovere nei confronti della comunità che ha conferito la delega ad essere amministrata. Sarebbe dovuto essere un obbligo, ricorrere ai ripari già anni fa, attivandosi collegialmente per predisporre nei vari comuni del Vallo di Diano un carotaggio ed analizzare il territorio con un criterio di casualità (terreni agricoli, aree industriali, fiumi, aree contermini alle discariche, zone montane, ecc.), possibilmente affidando il servizio ad un laboratorio straniero, alla stregua del buon padre di famiglia che vede il proprio figlio non adeguatamente curato dal medico della mutua, ed è costretto quindi a rivolgersi al medico privato.

Perché ciò non si è fatto, o non si fa?

Forse per paura di trovare qualcosa che è difficile rimuovere e bonificare?…E’ ora di agire o continuare a morire?

Antonio Manzione

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