Saranno puniti con sanzioni fino ad un massimo di 10.329 euro i trasgressori dell’ordinanza firmata dal sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, che punta a prevenire gli incendi boschivi nella stagione estiva.

Le attuali condizioni climatiche rendono fortissimo il rischio di incendi boschivi, pregiudizievoli per l’incolumità delle persone, dei beni e del patrimonio ambientale. D’altro canto l’incuria e l’abbandono da parte dei privati di alcuni appezzamenti di terreno comporta un proliferare di vegetazione, rovi, sterpaglie che, per le elevate temperature estive, possono essere causa predominante di incendi.

Dai dati statistici elaborati dal Settore Foreste e Pesca della Regione Campania emerge che gli incendi si verificano con maggiore frequenza nel periodo compreso tra giugno e settembre di ogni anno.











L’ordinanza vieta di accendere fuochi ad una distanza minore di 100 metri dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi e da qualsiasi altro deposito di materiale facilmente infiammabile o combustibile. Fino al 30 settembre è vietato, nei boschi ed in prossimità di essi e nelle aree cespugliate ricadenti sul territorio comunale di accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma ed elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producono faville e brace, fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo d’incendio.

Per prevenire i roghi i frontisti di strade dovranno provvedere ad un’accurata pulizia dei terreni da ogni residuo vegetale o da qualsiasi materiale che possa favorire l’innesco di incendi e la propagazione del fuoco per una fascia non inferiore a 50 metri dalla strada. Tutti gli Enti ed i proprietari di aree agricole non coltivate, di aree verdi urbane incolte, i proprietari di villette e gli amministratori di stabili con annesse aree a verde, i responsabili di cantieri edili e stradali, di strutture turistiche, artigianali e commerciali con annesse aree pertinenziali dovranno provvedere ad effettuare gli interventi di pulizia a propria cura e spese dei terreni invasi da vegetazione, rimuovendo ogni elemento che possa rappresentare pericolo per l’incolumità e l’igiene pubblica.

– Chiara Di Miele –

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