FOTO-Isola-di-Dino-vedutawebDa pochi giorni l’isola di Dino, una delle due maggiori isole calabresi insieme a Cirella, è di proprietà dello Stato.

A sentenziarlo la sezione distaccata del Tribunale di Paola con sede a Scalea, che ha in questo modo annullato il contratto di compravendita con cui nel 1962 l’isola fu acquistata per 50 milioni delle vecchie lire da una società amministrata dal Commendator Bottani e dall’avvocato Gianni Agnelli, che auspicavano uno sviluppo turistico internazionale del territorio da Fiuzzi fino a San Nicola Arcella. A tal proposito era stato effettuato anche lo sminamento dell’isola, affinchè lo 0,20 per cento della superficie divenisse edificabile, fu costruita una strada di 1700 metri che collega il pontile di attracco con la parte alta oltre a strutture tipo cottages e boungalow per incentivare la scelta del caratteristico luogo come meta di vacanza.

Gianni_Agnelli_01L’Avvocato sognava di creare un’alternativa ai poli del turismo d’elite. Progetto ambizioso aiutato anche dalla presenza delle numerose grotte marine e dalla “Foresta di Dino” che caratterizza i fondali grazie alle variopinte sfumature delle colonie di gorgonie (particolari coralli alti anche un metro dal rosso al giallo). Di seguito, negli anni, la proprietà dell’isola è passata nelle mani di diversi imprenditori che non hanno mostrato lo stesso interesse che Gianni Agnelli aveva in precedenza palesato per quei caratteristici luoghi, fino a quando il giovane praiese Matteo Cassiano ha riavviato un percorso di valorizzazione della sua terra.

Dopo una lotta in giudizio durata venti anni tra il Comune di Praia a Mare e la “Isola Dino srl”, che l’acquistò nel 1994, il sindaco Antonio Praticò ha finalmente vinto quella che ormai era diventata una battaglia personale. “Questa amministrazione – recita un avviso pubblico a firma del sindaco Praticò – partecipa alla cittadinanza tutta il risultato ottenuto, sicuri che la nostra gioia è identica a quella di ogni cittadino praiese“.

Il Comune calabrese dovrà ora restituire 47mila euro (corrispondenti all’incasso della vendita dell’isola nel 1962) e la società dovrà pagare 14mila euro.

– Chiara Di Miele –


 

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