Nell’ambito del progetto regionale di Promozione Caritas, “Zetema: ricerca e sperimentazione per la crescita della comunità”, realizzato dalla Delegazione Caritas della Basilicata da gennaio 2019 a dicembre 2020, è stato redatto il “Dossier sulla vulnerabilità alla povertà”.

Il Dossier contiene i risultati relativi alla ricerca condotta sul “Test sulla vulnerabilità alla povertà”.

“Il suddetto test – spiega la Caritas – è uno strumento per valutare la vulnerabilità di una persona alla povertà. Il suo uso può essere valido sia nell’ambito dei Consigli di Amministrazione Diocesani e Parrocchiali che nell’ambito dell’intervento sociale più in generale affinchè si possano implementare, prima che lo stato di povertà diventi conclamato, azioni di contrasto e inclusione”.

Nel percorso di realizzazione del progetto il test è stato somministrato su un numero campione di 100 persone per Diocesi. Il dato culturale che maggiormente emerge è che la vulnerabilità alla povertà assume due importanti variabili: presenza/assenza della rete sociale di protezione e tempi di assenza/inadeguatezza di introiti economici.

“Infatti – è spiegato nel rapporto – la povertà può essere anche momentanea o duratura a seconda delle condizioni che la comportano: disoccupazione temporanea, acuzie, spese impreviste, problemi con la giustizia”.

Alle difficoltà economiche si aggiungono situazioni di marginalità sociale che riguardano per primi anziani e disabili. Una sezione del Dossier è dedicata all’emergenza Covid, durante la quale è nata la categoria dei “nuovissimi poveri” ossia “fette di popolazione che prima di allora non avevano avuto nessun contatto con i servizi Caritas”.

L’indagine ha chiarito che “l’impoverimento è stato devastante e ha interessato in modo massiccio quella fetta di popolazione che in passato veniva definita ‘classe media’”.

“Il mandato della Chiesa alla Chiesa stessa e alla comunità civile –  concludono dalla Caritas lucana – attraverso questo semplice ma nuovo strumento vuole vedere, leggere e capire i segni dei tempi e delle storie delle persone per essere capaci di intervenire non sull’emergenza ma con una progettualità a lungo termine”.

– Claudia Monaco –

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