È con profondo dolore, rabbia, sconforto che apprendo la notizia che il nostro amato territorio viene continuamente minacciato dalla cupidigia smodata di persone senza scrupoli che per il vile denaro, per la sete di guadagno sono disposte a minacciare la nostra salute e la nostra stessa vita e quella delle future generazioni. Mi domando: un uomo può essere così cinico, crudele e spietato da mettere a repentaglio anche la vita dei propri figli?

La terra, il bene primario da cui l’uomo trova sostentamento, la terra amata, curata e difesa dai nostri padri, che l’hanno lavorata con amore e con il sudore della fronte hanno mantenuto noi figli, costruendo case, comprando terreni e ci hanno consentito di studiare per garantirci un futuro migliore, oggi viene oltraggiata, avvelenata diventando un pericolo e non più un bene. Tutti noi e non solo i nostri politici dovremmo vigilare, stare attenti, proteggere il nostro territorio e non fingere di non vedere.

Siamo colpevoli perché distratti, interessati a coltivare il proprio orticello e non il bene comune, troppo concentrati sulla carriera, sul prestigio personale e sul dio denaro e in nome di questo dio, dei criminali mettono a repentaglio la vita delle persone e anche il futuro economico del Vallo. E che senso ha parlare di sviluppo agricolo, di prodotti tipici, di turismo se poi la terra è avvelenata e genera morte e desolazione?

Voglio ringraziare le forze dell’ordine, la magistratura inquirente e quelle poche persone che hanno fatto sentire la loro voce di condanna per lo scempio che si stava perpetrando nel Vallo e nel Cilento. La chiusura del Tribunale e il ridimensionamento del corpo di polizia costituiscono un serio pericolo per la sicurezza di noi cittadini ma anche per la tutela dell’ambiente. Provo un senso di amarezza e di malessere, perché mi rendo conto che non siamo riusciti a costruire una società migliore ma soprattutto non abbiamo formato uomini degni di questo nome. Povero ambiente ferito dalla miopia intellettuale, dagli appetiti dei criminali che in nome del tornaconto personale distruggono un bene prezioso della collettività. Allora? Sperare? Ma in chi? Nella magistratura, nelle forze dell’ordine, nella sensibilità delle persone perbene, nel risveglio delle coscienze di alcuni nostri politici, in processi rapidi e condanne esemplari. E si vergognassero anche coloro i quali hanno permesso che nei loro terreni venissero sversati rifiuti altamente inquinanti. E parliamo di ambientalismo, di ecologismo e di madre terra?

– Rocco Cimino –

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