spot violenza assistitaLanciato sulla rete dall’Associazione Yin-sieme di Potenza, lo spot per la campagna di sensibilizzazione contro la “violenza assistita” sta diventando virale, acquistando sempre più popolarità su internet.

Lo spot mette in evidenza non solo il male che una donna, purtroppo, può ricevere tra le mura domestiche, ma anche il male che si fa ai figli  che assistono a questa violenza.

“La violenza assistita è un fenomeno purtroppo molto diffuso nel nostro paese, molto più di quanto dichiarano le stime dell’ISTAT, già molto alte riferisce la Dott.ssa Francesca Antonella Amodio, Psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Yin-sieme – Ovviamente non tutte le donne lo dichiarano, ovviamente non è necessario che i figli assistano direttamente, perché subiscano comunque gli effetti di un nucleo violento, dove i segni, gli sguardi, le mille tensioni, parlano da sole. Non si tratta di una battaglia di genere, è una battaglia di civiltà, si parla delle nostre nuove generazioni, si parla del bene dei nostri figli; quali valori pensiamo di passare loro con questi comportamenti? Credetemi – continua – lo verifico ogni giorno a studio, la maggior parte del disagio psicologico trova origine nelle primissime relazioni affettive di ognuno di noi, così, fare prevenzione su questi temi, equivale a farla rispetto alla stragrande maggioranza del disagio psicologico. In ogni campagna sulla violenza di genere, le donne restano comunque quelle che dovrebbero in qualche modo prendersi carico del problema, denunciando o, per non parlare degli ultimi spot, guardando bene chi si scelgono come compagno. Questa nostra campagna si rivolge invece a tutti noi, è la società che deve farsi carico di questo problema, gli uomini quanto le donne. Il nostro spot vuole sottolineare quanto dannosi siano alcuni comportamenti per i nostri figli. Sono appunto gli uomini, attori forse poco consapevoli della violenza assistita compiuta, a causa di una cultura che per anni li ha visti esercitare in modo prevaricatore un ruolo che invece deve essere di protezione, amore e cura, ad essere chiamati perché prendano consapevolezza di quanto lesivi e condannabili siano alcuni comportamenti”.

“Tutto cambia – conclude la dott.ssa Amodio – si evolve, il loro ruolo è cambiato e se tanti di loro ne hanno preso coscienza, tanti altri purtroppo ancora no, è compito della società aiutarli in un percorso di civiltà ed emancipazione”.

– Paola Testaferrata – ondanews –

– Guarda lo spot –

 

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