Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per questo motivo a Potenza l’ex direttore dell’Acta (l’Azienda Comunale per la Tutela Ambientale), un dipendente e cinque imprenditori, sono stati rinviati a giudizio.

Lo ha deciso il GUP di Potenza, Ida Iura, che ha accolto le richieste avanzate dal pubblico ministero Sara Masecchia. Una vicenda che risale al 2017, con le indagini portate avanti dalla sezione Polizia Giudiziaria dei Carabinieri e che riguardano i lavori di sistemazione, completamento ed ammodernamento della nuova sede dell’azienda municipalizzata del Comune di Potenza, situata in via della Siderurgica alle porte del capoluogo lucano.

Per questi lavori, nella richiesta di rinvio a giudizio, il pm scrive che “con collusioni e mezzi fraudolenti turbavano il procedimento per l’affidamento dei lavori aventi un importo complessivo pari a circa 800mila euro“. Nel dettaglio, i lavori oggetto dell’indagine sarebbero stati artificiosamente frazionati in ventisei piccoli appalti, sotto la soglia utile alle Amministrazioni Pubbliche per affidare i lavori in modo diretto, senza gara. 13 dei 26 mini appalti affidati ad una società dove risultano due indagati, per un totale di poco più di 130mila euro. Tra le carte dell’accusa si parla anche di alcuni subappalti non autorizzati.

Finiscono così a dibattimento le accuse mosse alle sette persone iscritte nel registro degli indagati. Il GUP Ida Iura ha fissato l’avvio del dibattimento alla data del 18 maggio prossimo.

– Claudio Buono –

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