conferenza stampa roscianoE’ stato presentato ieri pomeriggio, presso la biblioteca comunale di Polla, il Comitato “Pro Angelo Rosciano e per la Giustizia, l’Amnistia al padiglione S.Paolo di Poggioreale”.

Alla conferenza sono intervenuti Donato Salzano, segretario dei Radicali Salerno, Carmela e Francesca Rosciano, figlie di Angelo Rosciano e Teresa Maria Pascale presidente del consiglio comunale di Polla. “Le carceri – ha tuonato Salzano – sono l’appendice del sovraffollamento delle scrivanie dei magistrati e delle aule di tribunale. Come Angelo Rosciano, sono tanti i casi simili e questo comitato vuole essere al fianco di chi è sottoposto a quella che altro non è che una tortura legalizzata”.

“Mio padre – ha detto Carmela Rosciano – è affetto da patologie gravi e, dopo un anno, la perizia di un medico del tribunale di sorveglianza di Potenza ha fatto si che mio padre ritornasse in carcere. Forse il tribunale ha pensato che a mio padre fosse ricresciuta la gamba. Io chiedo il ritorno al regime degli arresti domiciliari per la sua situazione di salute complicata. Papà da tre mesi è in carcere senza poter fare le cure delle quali ha bisogno, non può deambulare normalmente perché non è ammesso in carcere l’uso delle stampelle e della protesi”. “Invito tutti – ha concluso – ad inviare delle cartoline di solidarietà ad Angelo Rosciano e a Vincenzo Di Sarno e potete farlo scrivendo a questo indirizzo: Casa circondariale di Napoli Poggioreale, via Poggioreale 160 Cap 80143 Napoli Angelo Rosciano padiglione San Paolo stanza 14 Vincenzo Di Sarno padiglione San Paolo stanza 4″.

 Angelo Rosciano, 60enne originario di Sala Consilina è detenuto nel padiglione San Paolo del carcere di Poggioreale dopo una condanna per ricettazione per un processo che risale a circa 15 anni fa. Nelle scorse settimane, la figlia Carmela aveva inviato una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano ed al Ministro della Giustizia Cancellieri per chiedere che il padre, gravemente ammalato, possa scontare la sua pena agli arresti domiciliari. Angelo Rosciano è costretto a vivere in una cella con altri quattro detenuti, su una sedia a rotelle a causa dell’amputazione di una gamba a causa del diabete. La malattia, tra l’altro, lo ha anche reso pazialmente cieco. A causa delle sue  precarie condizioni di salute, non può essere detenuto presso la casa circondariale di Sala Consilina, suo paese di origine e per questo motivo si trova a Poggioreale dove il carcere è fornito di un’area clinica. Paradossalmente, però, a causa del sovraffollamento del carcere si ritrova a vivere in condizioni disumane.

– Erminio Cioffi – ondanews – 

– Guarda l’intervista a Carmela Rosciano –

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