Una serata con il vescovo Antonio De Luca presso il caffè libreria “Ex libris” per discutere di “fede e ragione”.

Una iniziativa, quella che si è svolta ieri sera, nata per caso e che ha avuto una grande partecipazione dando vita ad un “modello” che potrebbe essere esportato anche negli altri comuni. Qualche tempo fa Michele Gentile, titolare della libreria, una delle poche presenti nel Vallo di Diano, aveva scritto una lettera a Mons. Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano – Policastro.

La lettera è stata una sfogo per la situazione di crisi che sta vivendo il Vallo di Diano. A quella lettera è arrivata subito la risposta da parte di Mons. De Luca: una risposta, però, che è andata oltre la semplice lettera cartacea perché il vescovo, seguendo lo stile di Papa Francesco si è “autoinvitato” al bar-libreria di Michele Gentile per prendere un caffè insieme a lui e a quanti lo desiderassero.

E’ nata così l’inziativa “La fede tra un caffè”, una bellissima iniziativa che ha portato la “chiesa” fuori dalla “chiesa” dando modo anche a chi, ieri sera, per caso si è trovato nella libreria – caffè di potersi confrontare con Mons. De Luca sui temi più disparati.

Il vescovo, con la schiettezza che lo contraddistingue, ha dato qualche bacchettata anche alla politica. “E’ finito il tempo delle posizioni “terziste” – ha detto durante la chiacchierata con i presenti – dove la politica non prende decisioni. Chi sceglie di impegnarsi nella gestione della “cosa pubblica” deve farlo prendendo decisioni, mettendoci la faccia e sporcandosi la faccia e le mani”.

De Luca ha parlato anche del ruolo importante che ricopre la scuola: “Non e’ giusto dare addosso alle nuove generazioni – ha dettoil compito di formare i nostri ragazzi inculcando loro valori positivi spetta agli insegnanti e ai genitori. Sono loro che devono essere un modello da imitare”.

A conclusione dell’incontro Mons. De Luca è venuto a conoscenza della storia di Angelo Rosciano, il 60enne di Sala Consilina detenuto in una cella del carcere di Poggioreale nonostante le sue gravi condizioni di salute. Il vescovo non solo ha aderito al comitato nato per tutelare Angelo e tutti quelli che sono detenuti in condizioni simili, ma ha preso l’impegno a fare di tutto per far si che Angelo possa scontare la sua pena ai domiciliari. “Mi attivero’ subito per capire cosa sta succedendo – ha detto il vescovo – scriverò anche io al Presidente Napolitano e farò il possibile e l’impossibile per aiutare Angelo”.

Erminio Cioffi – ondanews –

 

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