– Lettera alla redazione – di Rocco Cimino
Ho appreso con grande sconcerto la notizia della riduzione delle unità complesse dell’ospedale di Polla, prevista nel Piano ospedaliero dell’ASL Salerno. Ci risiamo. Se il Piano dovesse essere approvato così come è stato disposto, un altro duro colpo verrebbe assestato ai cittadini del Vallo di Diano,che in un trentennio hanno visto lentamente morire il loro territorio. Non possiamo più tollerare la mancanza di attenzione, oserei dire di rispetto, da parte delle autorità nei confronti di una valle amena e di una popolazione ancora sana, laboriosa ed onesta.
Il Tribunale di Sala Consilina è stato accorpato a quello di Lagonegro con la scusa della riduzione della spesa pubblica e di migliorare l’efficienza del sistema giustizia ma non è esattamente così, aumenteranno solamente i disservizi. Il tribunale a Sala costituiva un importante presidio di legalità e di giustizia che hanno consentito al cittadino un contatto diretto con il sistema giudiziario,non solo,esso era un forte deterrente per la criminalità. Una classe politica distante anni luce dalla realtà non ha voluto comprendere che accorpare un tribunale significa creare disagi con inevitabili allungamenti dei processi,facendo in tal modo torto proprio alla giustizia tanto invocata.
Ed ora?Si punta al ridimensionamento dell’ospedale,che costituisce per noi valdianesi l’unico punto di riferimento per la salute.Tra i diritti fondamentali dei cittadini nella tanto citata Costituzione non c’era anche quello alla salute?
Oppure, ormai, dobbiamo pensare che i diritti sanciti dalla nostra Carta Costituzionale sono delle parole senza nessuna validità concreta? Riduzione delle unità complesse significa ridimensionamento e declassamento di alcuni reparti importanti,che si sono fatti apprezzare per la serietà,per la professionalità,per la competenza,per la gentilezza,per l’umanità del personale medico ed infermieristico. Mi riferisco in modo particolare al reparto di oculistica,di otorinolaringoiatria, di neurologia, di nefrologia ed altri. Il ridimensionamento di queste unità creerebbe non solo dei disagi ma anche dei costi in termini economici alla popolazione del Vallo e con la situazione economica attuale ciò non è da sottovalutare. Sarà ancora possibile evitare qusto scempio? I nostri amministratori, i nostri politici, il personale medico e paramedico ed i cittadini tutti avranno la forza di trovare delle forme efficaci di protesta per evitare un’ulteriore mortificazione al nostro già martoriato territorio?
Riuscirà, per una volta, il Vallo di Diano a far sentire forte la sua voce, trasformando i suoi abitanti da sudditi a cittadini consapevoli? Tutto questo però, dovrebbe farci riflettere sul perchè il Vallo è stato sempre terra di conquista e poi abbandonato miserevolmente a se stesso.Rocco Cimino

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