“Addio Campania, meglio annetterci  alla Basilicata”. A sostenerlo, da tempo oramai,  è il pollese Vitantonio Capozzi che si è recentemente fatto promotore del referendum propositivo “Polla in Basilicata”. Una petizione popolare il cui obiettivo, nella prima fase, è quello di raggiungere 550 firme (il 10% degli iscritti nelle liste elettorali) perché il consiglio comunale possa poi indire la pubblica consultazione.

Capozzi, sul blog http://pollainbasilicata8.webnode.it/, elenca una serie di vantaggi di cui Polla godrebbe con l’annessione alla Lucania.

Le tasse in Campania sono tra le più alte d’Italiascrive il promotore dell’iniziativa – mentre quelle praticate in Basilicata risultano essere tra quelle più basse. Basti citare il bollo auto, l’assicurazione Rca, i ticket sanitari. E ancora il veloce  accesso ai finanziamenti, le tasse universitarie, di gran lunga inferiori rispetto alla Campania, la raccolta dei rifiuti. E’ noto, inoltre, – continua Capozzi – che per raggiungere Napoli, per il disbrigo di una pratica di competenza regionale, i tempi sono molto lunghi e si dilatano a mesi e mesi di attesa, non trascurando poi la perdita di tempo per raggiungere gli uffici competenti. Al contrario, per raggiungere Potenza, per gli stessi motivi, occorrerebbe meno di mezz’ora, senza trascurare, altresì, i tempi occorrenti, dall’inizio della fase procedurale e fino alla sua definizione, che sono  notevolmente inferiori rispetto alla tempistica prevista per le fasi istruttorie degli atti praticate nella regione campana”.

Su facebook, intanto, il dibattito si alimenta, in particolare sul gruppo “Polla”, che ormai funge da piccola piazza virtuale, dove si ci confronta e si ci scontra.

“I problemi vanno affrontati diversamente – scrive Antonello – Solo perché oggi la Basilicata ha politici più influenti oppure perché si pagano meno tasse io dovrei passare dall’altra parte?”. Più duro Emiliano: “Vogliono farci credere (a giorni alterni) che i problemi di Polla, del Vallo, etc, dipendano dal Napolicentrismo o dal fatto che la provincia di Salerno sia troppo ampia! Il fatto è che dire una cosa del genere sarebbe come dire che i problemi dell’Italia derivino dal fatto che siamo troppo a Sud dell’Europa e magari vorremmo accorparci all’Albania. Chi ha un po’ di spirito critico e di cultura sociale e politica – continua –  sa benissimo che i problemi dei nostri comuni e delle nostre aree sono dovuti a decenni di politiche distruttive e clientelari”.

A favore della proposta, invece, Francesca, che, tra le altre cose, scrive: “Il referendum propositivo Polla in Basilicata è una cosa a cui credo fermamente. Risparmiare più di mille euro all’anno è già tantissimo, e sarebbe un motivo validissimo di miglioramento della qualità della vita del  nucleo familiare!”. L’osservazione più giusta, tuttavia, è di Teresa che sostanzialmente ritiene che, a prescindere dalla Regione, il Vallo di Diano dovrebbe, prima di tutto, ragionare in un’ottica unitaria. “Restando separati non facciamo altro che impoverirci e fare la lotta tra i poveri. Oggi, a causa della nostra frammentazione, abbiamo perso il tribunale e rischiamo di perdere l’ospedale. Unirsi  è il primo step, il secondo, poi, potrà essere quello della valutazione della Regione più “conveniente”.

– Annachiara Di Flora –


 

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