“Come troppo spesso accade, soprattutto da parte di certi opinionisti o leoni da tastiera, le questioni e le problematiche, anche quelle serie, devono essere travisate, mistificate, artatamente rielaborate per perseguire uno scopo, o peggio, un interesse del tutto personale. E quello che era un problema serio diventa uno squallido chiacchiericcio salottiero. No, grazie, non è l’approccio giusto per trattare la questione suore”.

A dichiararlo è Giancarlo Guercio, Sindaco di Buonabitacolo, in seguito alle polemiche scatenate dopo la notizia della chiusura dell’asilo gestito dalle suore.

Due anni fa si è ripresentato un problema che era sorto già in passato: a causa di un forte decremento delle vocazioni, le Suore dei Sacri Cuori stanno chiudendo molte case periferiche – spiega Guercio – soprattutto quelle che non sono ubicate in edifici di proprietà dell’ordine religioso (come nel caso di Buonabitacolo). Due anni fa si è definito un programma di chiusura dell’attività educativa e religiosa alla presenza della Madre Generale dell’Ordine, nostra concittadina, Suor Maricla e di tanti genitori. Oltre alla scarsezza delle vocazioni l’ordine religioso ha anche un problema di età delle religiose – educatrici. Infatti, per consentire il completamento del ciclo già avviato della scuola materna, l‘Ordine ha dovuto integrare il gruppo delle Suore con una ulteriore unità, Suor Antonella che, grazie al suo apporto, ha reso possibile il mantenimento delle attività dell’asilo. Ma queste iniziative rientravano in un programma definito due anni fa quando, con non poco rammarico, la Madre generale ha ribadito la necessità di chiudere alcune case a causa della scarsa presenza di religiose, soprattutto giovani. In questi due anni abbiamo tentato di capire cosa si potesse fare, se potessero esserci degli spiragli, interessando anche altre figure autorevoli come il Vescovo. Purtroppo con le suore dell’ordine dei Sacri Cuori possiamo fare ben poco. Anche stamattina ho voluto sentire nuovamente la Madre generale che con rammarico e dolore mi ha ribadito la necessità di trasferire le suore da Buonabitacolo a Sant’Arsenio dove hanno una casa di proprietà”.

Le suore, occorre ricordare, andranno via a fine giugno e l’asilo chiuderà dopo 88 anni di servizio.

“Ora, evitando di entrare nel merito di certe polemiche – continua – faccio una considerazione ed una precisazione. Vorrei evitare di scendere a un livello di imbarazzo soprattutto per rispetto alle nostre suore che da oltre 80 anni servono la nostra comunità. Io sono uno di quelli che ha goduto dei preziosi supporti educativi da loro offerti e ho per le suore un riguardo e un rispetto davvero profondo e sacro! Come me tutta l’Amministrazione che ha sempre cercato di industriarsi per mantenere le suore a Buonabitacolo, anche sbloccando ed erogando fondi che erano stati sospesi, e mai ha prodotto un atto, formale o informale, per far andare via le suore. Spero sia chiaro e spero si abbia riguardo di questa nostra ferma volontà. Ma vi sembra bello trattare così le suore? Metterle in condizione di imbarazzo, di ulteriore dispiacere? Sono tutte addolorate per questa situazione, per il fatto di dover lasciare Buonabitacolo. Vogliamo come spesso succede ridurre a banalità e a volgarità anche questo problema? Fate pure, avete i vostri motivi per farlo e ne farete i conti con la vostra coscienza. Ma a me dispiace profondamente che l’argomento suore, fatto di storia e di persone, colonne portanti della nostra collettività, non si voglia trattare con rispetto e con attenzione. Le suore sono arrivate ad una determinazione precisa con non poca contrizione e sofferenza. La loro è una scelta obbligata dalle circostanze e noi possiamo farci ben poco: le vocazioni sono fortemente calate e manca personale per reggere le case e le relative attività. Spero sia chiaro anche questo punto”.

“Non è questo il tempo del commiato – conclude – Faremo, a tempo debito, quelle iniziative che attestino l’affetto e il rispetto profondo che abbiamo per le suore. Questa vuole essere una precisazione sperando di cuore che gli argomenti e i toni si spostino su un altro piano che è innanzitutto quello del rispetto”.

– Claudia Monaco –


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