Le lavoratrici delle Cooperative Sociali affidatarie dei Servizi Sociali del Piano di Zona del Vallo di Diano da mesi non ricevono lo stipendio e vivono una situazione non dignitosa, ma disastrosa”.

La denuncia arriva da parte di Lorenzo Conte, segretario provinciale della UIL FPL.

“Pur svolgendo un servizio di fondamentale importanza per gli anziani e le persone disagiate del territorio – scrive il rappresentante sindacale – eseguendolo con spirito di abnegazione e senza venir meno ai propri compiti, non vengono pagate da molti mesi. Il paradosso che vivono queste operatrici, che devono addirittura sostenere spese per raggiungere il proprio luogo di servizio senza alcun ritorno economico, togliendo ulteriori risorse economiche al proprio reddito familiare già esiguo; in qualche caso non c’è neanche il necessario per vivere quotidiano, addirittura in qualche caso gli è stata staccata l’elettricità”.

La UIL chiede un intervento da parte delle istituzioni del Vallo di Diano per trovare una soluzione. Sulla vicenda è intervenuto il responsabile del Piano sociale di Zona s10 (ex S4) Antonio Domenico Florio che ha chiarito il perché di questa situazione.

https://c2.staticflickr.com/4/3888/14865667674_90cfb49202_m.jpg“Ci troviamo in queste condizioni – ha spiegato Florio – perchè i fondi dalla Regione arriva a rilento. Adesso siamo fermi con i pagamenti al 50 per cento di quello che avremmo dovuto avere nel 2012 e sulla carta è arrivato un acconto di 300mila Euro per il 2013. Ho provveduto già a fare le liquidazioni e ora aspetto che arrivi l’accredito dei 300mila Euro così da procedere all’emissione dei mandati di pagamenti. Tra l’altro dobbiamo ancora ricevere dalla Regione anche 1 milione di Euro per il fondo per la non autosufficienza. Sono soldi abbiamo anticipato noi, spesi e rendicontati ma ancora non abbiamo ricevuto nulla da Napoli. Rivolgo un appello ai sindaci e ai sindacati per fare fronte comune e fare pressioni sulla Regione affinchè sblocchi i fondi che ci spettano per poter così pagare gli operatori”.

– Erminio Cioffi –


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