Due anni e otto mesi di reclusione e la revoca della patente: questa la condanna comminata giovedì 18 marzo, in Tribunale a Novara, dal giudice, dott.ssa Maria Amoruso, ad un 25enne di Borgomanero, per aver causato la morte, a soli 23 anni, di Armando Petrillo, residente a Cureggio ma cresciuto a Sassano, che trasportava nella sua auto, al culmine di una tremenda uscita di strada ad alta velocità e con l’aggravante di essersi messo alla guida sotto l’effetto di alcool e stupefacenti.

Il Pubblico Ministero della Procura novarese, dott.ssa Silvia Baglivo, titolare del relativo procedimento penale per omicidio stradale aggravato, aveva chiesto nove anni, ma l’imputato ha beneficiato di alcune attenuanti e soprattutto della riduzione di un terzo previsto dal rito abbreviato richiesto. Si è così arrivati ad una pena che lascia non poco amaro in bocca ai familiari della vittima.

I congiunti del giovane, che era originario e aveva vissuto a lungo a Sassano, per essere assistiti, attraverso il consulente legale Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

La tragedia si è consumata nella notte del 10 febbraio 2019, alle 2.40 circa, nella stessa Borgomanero – dichiarano dallo Studio3A -. L’allora 23enne stava procedendo in via Santa Cristinetta, in direzione Oleggio Castello, alla guida di una Ford Fiesta dove, sul sedile del passeggero anteriore, si trovava appunto Armando Petrillo, quando, giunto all’altezza dell’intersezione con la rotatoria di via Arona, ha perso il controllo della sua auto. Una sbandata dovuta alla velocità eccessiva con cui il conducente ha affrontato il rondò, stimata in almeno 100 km/h, e anche al suo stato alterato: è risultato, infatti, ampiamente positivo sia all’alcool test, con un tasso alcolemico di 2,08 g/l, contro il limite di 0,5, sia agli esami per verificare l’assunzione di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alla cocaina.

La fuoriuscita di strada è stata rovinosa – continuano -; la macchina ha urtato il cordolo del marciapiede, è andata diritta contro il muro di cinta ed il cancello di un’abitazione, per poi invadere la corsia opposta e finire la sua folle corsa capottata in mezzo alla strada. Una carambola terribile che non ha lasciato scampo ad Armando, deceduto praticamente sul colpo a causa delle gravi e devastanti ferite riportate.

Il giovane alla guida, che si è salvato, è stato subito indagato; al termine delle indagini preliminari ne è stato chiesto il rinvio a giudizio e si è dunque arrivati all’udienza di giovedì, al termine della quale è stata pronunciata la sentenza di condanna.

– Paola Federico –


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