Mi sono posto mille volte la stessa domanda: l’uomo può essere così privo di sentimenti innanzi ad un bene materiale di così poco valore ma intrinseco di vita personale di un uomo che giace in un letto di ospedale..?!?“.

Così Dario Maffongelli, originario di Pollica, scrive e denuncia tramite Facebook quanto successo ai danni del padre mentre era ricoverato nell’ospedale “San Luca” a Vallo della Lucania nel reparto di Medicina. L’anziano successivamente è purtroppo venuto a mancare.

Durante il ricovero aveva tra i suoi effetti personali un cellulare dal valore irrisorio poggiato sul suo comodino. Non poteva usarlo perché non aveva la forza né la voce ma era lì “nella speranza che potesse chiamarci“, come racconta Dario.

Mio padre, per le sue condizioni critiche, il giorno 21 luglio è stato trasferito in ambulanza all’ospedale di Polla, in quei momenti non si è così lucidi da poter pensare a delle cose così futili, come il cellulare. Mio padre era a Polla – prosegue -. Il suo cellulare non è mai andato con lui. Qualcuno ha avuto la bellissima idea di prenderlo senza pensare. Pensare che quell’oggetto contenesse dati affettivi. Pensare che forse un suo familiare avrebbe voluto conservare foto e momenti delle sua vita. Pensare che forse un gesto così piccolo ma inqualificabile avrebbe potuto alimentare un dolore. Non so se mai potrò riavere le sue foto. Magari, per te che lo hai preso, guardando il contenuto del suo cellulare saranno solo foto di uno sconosciuto senza alcun valore. Per me voglio dirti una solo cosa: era mio padre!“.

E conclude il suo appello:”Non chiedo di riavere il cellulare o i soldi nella cover ma semplicemente la micro SD“.

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