
Il dialetto non è soltanto un modo di parlare: è un patrimonio culturale che custodisce la storia, le tradizioni, i valori e l’identità di una comunità. Ogni parola racconta un passato fatto di esperienze, mestieri, usanze e modi di vivere che meritano di essere conosciuti e tramandati.
Con questo spirito nasce “Parole e forme delle lingue del Diano”, la nuova rubrica dedicata allo studio, alla riscoperta e alla valorizzazione del dialetto del nostro territorio, curata dal dialettologo Vincenzo Andriuolo, presidente dell’associazione per lo studio e la promozione della lingua e della cultura locali Mōre Dianense, da anni impegnato in un attento e rigoroso lavoro di ricerca sul patrimonio linguistico locale, confluito anche in autorevoli pubblicazioni, tra cui “Il dialetto romanzo di Teggiano. Fonetica, morfologia, sintassi e vocabolario di base”, “Frisèddi ri carajèsima”, “La poesia satirica in vernacolo teggianese di Gaetano D’Elia”, nonché nel saggio “I Fenomeni vocalici del dialetto di Teggiano”, inserito nel libro di testo dell’esame di dialettologia presso l’Università degli Studi di Salerno.
Con cadenza quindicinale, la rubrica accompagnerà i lettori in un percorso alla scoperta dell’origine e del significato di parole ed espressioni, dei modi di dire e delle curiosità linguistiche. Sarà un appuntamento pensato non solo per chi il dialetto lo parla ancora, ma anche per le nuove generazioni, affinché possano riscoprire un’eredità preziosa e comprendere come la lingua della tradizione rappresenti uno degli elementi più autentici della nostra identità culturale, nella convinzione che custodire il dialetto significa custodire la memoria di un popolo, e conoscerlo significa continuare a far vivere una parte importante della storia delle nostre comunità.
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