Si è tenuta domenica mattina, presso la Certosa di San Lorenzo a Padula, l’inaugurazione del “Museo dei ricordi” allestito all’interno della cella n.6, evento organizzato dal Comitato “I Certosini di Padula” e patrocinato dalla Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino e dalla Città di Padula.

Il Comitato promotore “I Certosini di Padula” raccoglie una parte degli orfani che hanno vissuto la loro infanzia all’interno della Certosa, quando questa, tra il 1923 e il 1960, fu utilizzata come orfanotrofio dall’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia. I Servi di Dio Padre Giovanni Semeria e Padre Giovanni Minozzi sono stati ricordati dagli orfani con molta commozione ed emozione, così come hanno ricordato con affetto, tenerezza e nostalgia il tempo trascorso a Padula, dove è avvenuta la loro formazione umana e cristiana. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Paolo Imparato, che ha invitato ad un cammino di unità e di condivisione con tutti coloro che si sono occupati negli anni scorsi di ricostruire la storia dell’Orfanotrofio, S. E. Mons. Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano – Policastro, don Cesare Faiazza, segretario generale dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia e della Famiglia dei Discepoli, convegno certosa01Suor Elena Caiafa, che ha vissuto in Certosa a diretto contatto con i piccoli orfani, Don Michele Ciliberti, Padre Enrico Mascetta, barnabita confratello di Padre Semeria, proveniente da S. Felice a Cancello (CE), che ha commentato con queste parole la giornata in Certosa: “Nel vedere il luogo in cui Padre Semeria, insieme a Padre Minozzi, ha lavorato instancabilmente per gli orfani, per assicurare loro un futuro di uomini e di cristiani, consumando così l’intera vita a servizio degli ultimi , si riscoprono le radici del nostro carisma di barnabiti, correndo come matti verso Dio e il prossimo, come diceva il nostro fondatore Sant’Antonio Maria Zaccaria”.

cella n.6 02Si è tenuta poi l’inaugurazione del “Museo dei Ricordi” nella cella n.6, che raccoglie fotografie, pagelle scolastiche e tante testimonianze della vita quotidiana all’interno dell’orfanotrofio, preceduta da un intenso momento di preghiera. Il Comitato ha ringraziato la Soprintendenza per la disponibilità dimostrata e la sensibilità verso una pagina di storia importante e di grande interesse.

– Filomena Chiappardo –


 

Commenti chiusi