Il consigliere di minoranza di Padula Antonio Fortunati interviene sulla “questione petrolio”, che negli ultimi giorni sta tenendo banco nel Vallo di Diano riguardo il decreto “Sblocca Trivelle” sul quale i consigli comunali sono invitati a deliberare.

Fortunati intende chiarire la propria posizione dopo il consiglio comunale dello scorso 23 ottobre, partendo da due riflessioni: la prima su una vocazione territoriale che si dice turistica, ma che ancora non ha avuto uno sviluppo importante in tal senso, la seconda sulla crisi economica che coinvolge tutta la nazione: “Nessuna ambizione monografica e scientifica, ma una certezza: il petrolio non è “veleno”, non rappresenta quel pericolo ammantato da sembianze mefistofeliche, come da più parti viene definito – dichiara Fortunati – La generosità del sottosuolo è un dono naturale, il cui processo di estrazione, con i rigorosi ed irrinunciabili controlli per la tutela dell’ambiente e della salute, restituisce in superficie un bene prezioso non solo per le compagnie petrolifere, ma per i lavoratori, per le comunità locali ed in generale per quella nazionale”.

“Nelle nostre zone – continua il consigliere padulese – si concentra una possibilità di sviluppo interessante, che necessita di uno sforzo di visione e di strategia lungimirante. E’ un percorso che chiama al protagonismo responsabile in primis le istituzioni locali, le imprese e i lavoratori. Il valore della risorsa petrolifera va analizzato con grande senso civico nei confronti delle popolazioni che amministriamo, perchè può rappresentare il cuore dello sviluppo economico e sociale”.

“Le opinioni – conclude Fortunati – legittime ed inviolabili, non possono prescindere da un’analisi scrupolosa della verità dei fatti: solo così si potrà evitare l’insidia della demagogia e del populismo. Un rischio che il nostro territorio non può correre altrimenti di “nero” ci sarà solo il futuro”.

– Filomena Chiappardo –


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