“Dov’è la patria nostra?”: questo il titolo della mostra collocata nella passeggiata coperta del Chiostro Grande della Certosa di San Lorenzo a Padula, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica. La Certosa, durante la Prima Guerra Mondiale, fu utilizzata come campo di prigionia: il monumento, infatti, divenne il principale punto di raccolta per oltre 10.000 prigionieri ceco-slovacchi. Tale aspetto cruciale della storia nazionale ed internazionale è stato messo in luce dalla Nova Civitas Soc. Coop. di Padula, interessata nel corso dell’ultimo triennio 2011/14 alla ricerca ed alla salvaguardia delle vicende della Grande Guerra, raccogliendo documenti, foto e cimeli provenienti da numerosi Archivi militari e Musei italiani e cechi e tuttora inediti.

“Tra il 1915 e il 1918 in Italia, come già in Francia e in Russia, i patrioti boemi miravano ad ottenere dal Consiglio Nazionale dei Paesi Cechi l’autorizzazione a costituire un esercito nazionale, primo passo verso l’indipendenza dall’Austria-Ungheria. Il Corpo dei volontari Ceco-slovacchi, formatosi nel 1917 all’interno dei campi di prigionieri presenti soprattutto nel Sud Italia, si dedicò inizialmente alla riorganizzazione della vita in prigionia, arricchendola poi di attività sportive, artistiche e culturali e creando infine un inquadramento di tipo militare” spiega Vincenzo Maria Pinto, referente storico della Nova Civitas Soc. Coop. 

“Dal luglio del ‘17 i Ceco-slovacchi furono tutti trasferiti nel Campo della Certosa di Padula, dove il Corpo dei volontari ebbe modo di ingrossarsi in seguito all’arrivo continuo di prigionieri dal fronte – continua il prof. Pinto – Essi, prima della partenza per il fronte nella primavera del 1918, vennero costituiti in battaglioni di lavoro ed impiegati, tra il novembre 1917 ed i primi del ‘18, in varie opere di pubblica utilità, prima fra le quali la costruzione di quella strada che ancor oggi è nota come Via dei Prigionieri e conducente da Padula all’altopiano di Mandranello”. L’invito a visitare la mostra assume una valenza particolare nel 2014, anno nel quale ricorre il I Centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Per maggiori informazioni: www.novacivitas.info – info@novacivitas.info

– Filomena Chiappardo –


 

Commenti chiusi