shibadayDalle origini legate al Giappone alle terre valdianesi il passo è breve per i cani Shiba. E’ ciò che ieri si è reso materialmente possibile durante il “3° SHIBA DAY” tenutosi a Padula e organizzato dagli allevatori Giovanni Zozzaro e Lisa Manni.

Presenti al meeting oltre 50 esemplari, accompagnati per l’occasione dai proprietari, grandi e piccini, provenienti dal sud Italia, ma anche da Roma, Ravenna, Bologna e Reggio Emilia. Uno spettacolo della natura quello offerto da questa particolare e vivace razza canina tra le più amate in terra nipponica e che sta riscuotendo successo anche in Occidente. Noto ai più per essere stato protagonista del film “Hachiko – Il tuo migliore amico” al fianco di Richard Gere, lo Shiba è sicuramente un cane sensibile che attira le attenzioni e l’affetto di molti. Sentimenti captabili durante la giornata di ieri tra i numerosi proprietari, presenti al terzo raduno nazionale, per i quali lo Shiba è diventato uno stile di vita oltre che un membro adorato della famiglia. La giornata dedicata ai “Samurai” è stata arricchita dalla presenza del giudice internazionale Maria Grazia Miglietta, che nel 2015 presenzierà con la sua esperienza di conoscitore della razza all’Expo mondiale canina di Milano.

shibadayIl giudice Miglietta ha tenuto in mattinata due seminari: il progetto DI TE MI “FIDO”, per insegnare ai più piccoli le varie razze canine esistenti e il modo di approcciarsi al fedele animale, e un vero e proprio seminario sulla razza Shiba, per approfondirne le origini, le caratteristiche estetiche e le attitudini.

I primi SHIBA DAY si sono tenuti sempre a Roma – ha affermato Giovanni Zozzaro – ma quest’anno, essendo io originario di Sassano, ho preferito farlo nella mia terra, innanzitutto per far conoscere i posti bellissimi che abbiamo a persone provenienti da tutta Italia e poi perchè da campano, per una volta, ho avuto il piacere di esporre qui i miei esemplari. E anticipo che l’anno prossimo cercheremo, nel Vallo di Diano, di organizzare un’esposizione canina alla presenza di un giudice giapponese“.

– Chiara Di Miele – 

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