Un ragazzo di 16 anni di Padula è stato salvato dai medici del reparto di chirurgia dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla dopo aver riportato una lesione alla milza in seguito ad una caduta accidentale avvenuta all’interno della sua abitazione. Inizialmente il giovane, dopo la caduta, pensava di non aver riportato alcun trauma, ma dopo qualche ora ha iniziato ad avvertire dei dolori lancinanti. I genitori lo hanno così portato al pronto soccorso del nosocomio pollese. I sanitari, attraverso l’ecografia, hanno notato che la milza aveva riportato delle lesioni e che pertanto era necessario effettuare con urgenza un intervento chirurgico per l’asportazione della milza. Dopo pochi minuti il ragazzo era già in sala operatoria dove il dottor Ermanno D’Arco (nella foto), responsabile dell’unità operativa complessa di chirurgia, insieme alla sua equipe è intervenuto utilizzando per la prima volta in emergenza la tecnica mini invasiva laparoscopica per l’asportazione della milza. Con questa tecnica è stato sufficiente praticare tre fori delle dimensioni di 10, 30 e 25 millimetri. Il 16enne è uscito dalla sala operatoria dopo due ore ed è stato dimesso dopo sei giorni per consentire di poter effettuare le vaccinazioni previste dopo questo tipo di intervento.

Nonostante il reparto di chirurgia sia notevolmente sottodimensionato, la capacità del dottor D’Arco, unitamente a quella degli altri medici e degli infermieri,  consente, facendo anche i salti mortali, di mandare avanti una unità operativa che costituisce il cuore del nosocomio pollese. Infatti, l’unità complessa di chirurgia si occupa non solo della chirurgia di elezione, ma anche della chirurgia di urgenza del pronto soccorso e del servizio astanteria del pronto soccorso. D'Arco Ermanno

La situazione del reparto è critica anche per ciò che riguarda il numero di posti letto, attualmente sono 14 quando invece fino al 2011 erano 25 prima del taglio disposto dalla direzione sanitaria. Medici e infermieri, sia di sesso maschile che femminile, si ritrovano, tra l’altro, anche a dover condividere un unico bagno. Attualmente nel reparto, oltre al primario, i medici in servizio sono 7 a fronte dei 12 previsti, sotto organico è anche il numero degli infermieri, 15 invece dei 18 previsti. A causa della carenza di personale sono circa 200 i pazienti in lista di attesa per interventi alla colecisti, alle vie biliari, alla tiroide, ernie e tumori del colon.

– Erminio Cioffi –


Commenti chiusi