Quali sono i criteri e quale il metodo seguito per la realizzazione degli ospedali di comunità e per le case di comunità previsti dalla Regione Basilicata all’interno dei finanziamenti del Pnrr?”.

Esordisce con questa domanda il vicepresidente del Consiglio regionale, Mario Polese, che sul tema ha protocollato una interrogazione consiliare specifica in relazione alle notizie secondo le quali la Giunta regionale avrebbe candidato un proprio progetto per la realizzazione di 5 Ospedali di Comunità e 17 case di Comunità nell’ambito degli obiettivi nazionali previsti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza al fine di rendere la Sanità pubblica sempre più di prossimità.

Prendendo atto dell’assenza di qualsiasi atto regionale in merito ai criteri per l’individuazione dei Comuni dove ubicare le case di comunità, Polese, spiegando di aver già inviato richiesta ufficiale al Dipartimento competente per ottenere le documentazioni sottolinea: “Da quanto si apprende la Regione Basilicata beneficerebbe di contributo ministeriale di 36 milioni di euro per un Piano in cui verrebbero finanziati gli Ospedali di comunità di Tinchi, Stigliano, Venosa, Maratea e Muro Lucano e 17 case di comunità di cui 6 nel Materano e cioè a Garaguso, Ferrandina, Tursi, Irsina, Montescaglioso e Montalbano e 11 in provincia di Potenza e cioè a Lavello, Rionero in Vulture, Genzano di Lucania, Muro Lucano, Potenza, Marsicovetere, Sant’Arcangelo, Senise, Viggianello, Lagonegro e Maratea”.

Vista l’importanza della questione l’esponente regionale di Italia Viva chiede al Presidente della Regione, Vito Bardi e agli assessori “se la Giunta regionale con il Dipartimento competente e le Aziende sanitarie locali hanno tenuto conto, nell’allocazione delle Case di comunità sul territorio regionale, di tutti gli indici opportuni per raggiungere il fine delle stesse compreso la valutazione di presenza di altri uffici pubblici zonali e della esistenza di strutture da poter destinare allo scopo” e “quali iniziative siano state messe in campo per socializzare il progetto al fine di evitare qualsiasi conflittualità tra territori che sarebbe dannosa per l’intero tessuto sociale della Basilicata”.

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