Lettera aperta a tutti i cittadini, ai Sindaci e gli amministratori del Vallo di Diano da parte di Arsenio Cutolo, Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Luigi Franco, Tecnologo presso l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale-IMAA del CNR di Tito – Potenza, e Luigi Pandolfo, medico rianimatore presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni e Ruggi D’Aragona” di Salerno.

Carissimi,

era il 10 marzo, quando, in una riunione urgente di organizzazione C.O.C. del Comune di Sant’Arsenio, proponevamo, in risposta all’emergenza sanitaria da Sars-COV2, e in un’ottica di organizzazione territoriale del Vallo di Diano, l’utilizzo degli spazi del P.O. S.S. Annunziata di Sant’Arsenio. Dopo continue sollecitazioni, inevase, al Sindaco del Comune di Sant’Arsenio, il 17 marzo, spinti da un forte senso civico, abbiamo formalizzato la proposta di valutare ed utilizzare gli spazi del P.O. S.S. Annunziata di Sant’Arsenio al Presidente della Regione Campania, inviandogli una missiva che altro non era se non un grido di allarme rivolto a chi ci governa e riveste un ruolo decisionale.

Animati da un forte senso di appartenenza al territorio, e per fronteggiare le difficoltà che si presentavano ai cittadini a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo avanzato una sintesi della nostra proposta a diverse rappresentanze istituzionali, civili, ecclesiastiche e scientifiche, al fine di sensibilizzare quanto più possibile gli organi decisionali, con i quali si è instaurato un continuo e proficuo confronto.

Successivamente la documentazione, oggetto di numerose analisi e che evidenzia le potenzialità del P.O. di Sant’Arsenio, è stata inoltrata:

  • al Sindaco del comune di Sant’Arsenio, dott. Donato Pica (il 17 marzo);
  • al Direttore Generale dell’ASL di Salerno, dott. Mario Iervolino (il 18 marzo);
  • all’Assessore della Regione Campania, dott. Corrado Matera (il 19 marzo);
  • al Ministro della Salute, dott. Roberto Speranza (il 20 marzo);
  • al Vescovo della Diocesi di Aversa, S.E. Mons Angelo Spinillo (nostro compaesano) (il 23 marzo);
  • al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, dott. Giuseppe Provenzano (il 24 marzo);
  • al Direttore Sanitario del P.O. di Polla, dott. Luigi Mandia (26 marzo);
  • al Direttore del Distretto Sanitario 72, dott. Claudio Mondelli (il 26 marzo);
  • al Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo Diano e Alburni, dott. Tommaso Pellegrino (il 26 marzo);
  • al Predente della Conferenza dei Sindaci del Vallo di Diano, avv. Francesco Cavallone (il 26 marzo);
  • al Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, S.E. Mons Antonio De Luca (il 28 marzo);
  • al Responsabile Scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, prof. Giuseppe Ippolito (nostro compaesano) (il 29 marzo).

Le parole del Prof. Ippolito, contenute in una lettera inviata nella mattinata di ieri (2 aprile) al Governatore Vincenzo De Luca, e per conoscenza agli scriventi, evidenziano come “il Vallo di Diano può contare sul solo Presidio Ospedaliero ‘Luigi Curto’ di Polla […] E’ necessario un urgente potenziamento dei posti letto, ma soprattutto la creazione di strutture specificamente destinate ai pazienti infetti. Colgo l’occasioneafferma sempre Ippolito nella sua lettera – per sottoporre alla Sua attenzione la struttura del Presidio Ospedaliero ‘S.S. Annunziata’ di Sant’Arsenio, che, adeguatamente potenziata, distante soli 7 km da quello di Polla, potrebbe rivelarsi estremamente utile per fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria CoViD-19 per i cittadini del Vallo di Diano e delle zone limitrofe“.

Le sue parole sottolineano anche che “sfortunatamente ancora troppi falsi profeti sproloquiano dando un falso senso di sicurezza per la rapida fine dell’epidemia, senza dire che è necessario non mollare e prepararsi ad una convivenza con il virus anche una volta che è finita la fase di massima espansione“.

Tali parole supportano in toto le nostre idee che in questi giorni ci hanno spinto ad indirizzare l’attenzione verso organi decisionali, e le stesse ci obbligano a rivolgere, ancora una volta, un ancorato appello agli amministratori del nostro territorio, affinché lavorino all’unisono per potenziare e rendere eccellente il sistema sanitario del Vallo di Diano, attualmente frammentato ed impoverito da tagli strutturali e di personale. Noi cittadini dobbiamo farci portavoce dei più deboli, di coloro che necessitano di cure e che sono maggiormente a rischio a causa della CoViD-19. Il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito, è sacrosanto!

Continueremo con tutte le nostre forze in una campagna di sensibilizzazione per spirito civico e di appartenenza ad un territorio: i nostri malati hanno il diritto di essere curati nelle strutture ospedaliere di appartenenza! Oggi, finalmente, dopo tante vicissitudini e un silenzio surreale, anche il mondo politico ha dato voce a quella che sembrerebbe una soluzione per la gestione dell’emergenza sanitaria sul territorio, in cui il Presidio Ospedaliero di Sant’Arsenio è chiamato a svolgere una funzione importante nel contrasto al Coronavirus. In ultimo, è doveroso ringraziare la società civile ed ecclesiastica, senza dimenticare il mondo scientifico – INMI Lazzaro Spallanzani, CNR, Università degli Studi di Salerno ed Università degli Studi di Napoli Federico II – che ci hanno sostenuto in un costante confronto.

Arsenio Cutolo – Luigi Franco – Luigi Pandolfo

Alla lettera sono poi stati allegate una breve descrizione della struttura ospedaliera di Sant’Arsenio e la planimetria e stato di fatto degli spazi potenzialmente utilizzabili quali CoViD-Hospital.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*