Torna a far discutere l’ospedale di Agropoli, dopo la riapertura annunciata la scorsa settimana. “Pochi cambiamenti, che non restituiscono giustizia alle tante battaglie per una reale riapertura del nosocomio” come spiega il commissario della Lega locale, Tiziano Sica.

La questione resta la stessa: capire se l’ospedale sia aperto oppure no – afferma Sica -. Quante cosiddette inaugurazioni sono state fatte in passato e quante ve ne saranno in futuro? Dopo innumerevoli comunicati stampa, post e vari solleciti pubblicati, anche con altri partiti, ancora oggi la vita dell’ospedale di Agropoli rimane un punto interrogativo e così la salute dei cittadini“.

A sostegno arriva la dichiarazione del consigliere comunale della Lega, Gisella Botticchio, che lavora da tempo alla problematica:”Il 9 luglio abbiamo assistito non all’apertura definitiva della struttura, bensì alla presentazione di una week surgery, attrezzature per curare le infezioni da Covid-19 e un pronto soccorso. L’ospedale di riferimento continua ad essere Vallo della Lucania, dove si recheranno i codici rossi, e la nostra struttura è usata solo in campagna elettorale“.

A riguardo interviene anche la manager sanitaria, la dottoressa Lidia De Sio, che da anni lavora in questo settore ed è sensibile alla questione:”Agropoli è una zona geograficamente strategica, situata alle porte del Cilento, ma purtroppo è sguarnita a livello sanitario. Il nosocomio locale è stato gradualmente impoverito, per poi essere chiuso definitivamente nel 2013, nonostante vi fosse la possibilità di rimetterlo in sesto. Il territorio è stato depauperato di quanto necessario per dare alla popolazione una sanità decente e gli abitanti devono percorrere chilometri per poter essere soccorsi e curati. Oggi è destinato a combattere l’emergenza da Covid-19, ma non vi è il personale adeguato: una vittoria ingannevole“.

– Chiara Di Miele –

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