Visto l’esito dei lavori fin qui realizzati c’è oggettivamente da complimentarsi con la Protezione Civile, Acquedotto lucano, Enel e con i militari che hanno montato rapidamente la struttura. Rimangono però molti quesiti connessi a dubbi non sciolti, tenuto conto che la struttura potrebbe essere pronta quando, ci auguriamo, non servirà più“. E’ quanto dichiarano il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese, e il consigliere comunale di Potenza di Italia Vviva, Vincenzo Telesca, a margine del sopralluogo di ieri in tre dei cinque moduli donati dal Qatar che sono in fase di montaggio nei pressi dell’ospedale “San Carlo” di Potenza.

In particolare – spiegano Polese e Telesca – ci sono tre questioni che lasciano perplessi e sulle quali è necessario che Governo nazionale e regionale facciano chiarezza. La prima è che al momento abbiamo solo l’involucro e non il contenuto. Per il completamento infrastrutturale è stata fatta richiesta al Qatar che dovrebbe, quindi, farsi carico di una spesa pari a circa 1,9 milioni di euro a fronte dei 467mila euro già spesi dalla Regione Basilicata per l’impiantistica e i lavori esterni grazie a fondi destinati del decreto Cura Italia. La seconda questione, ancora più importante della prima, è capire che vocazione sanitaria si vorrà dare alla struttura e con quale dotazione tecnica, soprattutto a spese di chi, visto che parrebbe assurdo che la Regione possa spendere risorse per delle ‘tende’ stante le carenze evidenti delle strutture sanitarie in muratura sul territorio. Da quanto abbiamo compreso, c’è al momento un dibattito in corso per decidere se allestire un ospedale da campo destinato ai ‘paucisintomatici’ o se creare una duplicazione dei reparti di malattie infettive destinati esclusivamente ai malati Covid, ripristinando la normalità su Potenza e Matera“.

La terza questione, secondo Polese e Telesca, è quella del personale che opererà nei tre moduli. Al momento restano in piedi sia l’ipotesi militare che quelle di utilizzare personale del “San Carlo” o addirittura dell’ASP. Tre ipotesi che per diverse ragioni “meritano approfondimenti.

Spiace, purtroppo – affermano i due esponenti di Italia Viva – dover, invece, esprimere un fortissimo rammarico per il rinvio sine die della quarta Commissione odierna, disposto peraltro dal Presidente Zullino un’ora dopo l’inizio previsto, e che aveva ad oggetto proprio l’audizione dell’assessore Leone sul tema. Non sfugge a nessuno che il rinvio ultra tardivo di un tema così delicato, all’indomani di una visita ispettiva, nasconda evidenti difficoltà. Non vogliamo essere strumentali ma non molleremo di un centimetro l’attenzione su una questione che con il passare delle settimane assume toni sempre più nebulosi e chiediamo al presidente Zullino, a norma di Statuto, di riconvocare ad horas l’assessore Leone e consentirci di esercitare le nostre prerogative statutarie troppo spesso svilite all’interno di questa assemblea consiliare“.

– Paola Federico –

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