Lettera alla redazione – di Enzo D’Arco

Non è possibile morire a 18 anni, non è possibile morire così giovani e nell’indifferenza di tutti, nessuno escluso.

Oggi, domani, sentiremo ancora i soliti ed inutili commenti: “Non meritava di finire così”, “Era un bravo ragazzo”, “Ti ricorderò sempre”. Inutili, inutili ed ancora inutili, se poi mai facciamo qualcosa affinché il valore della vita assuma un significato diverso, per tutti.

Ho la fortuna di incontrare centinaia di ragazzi ogni anno; condividiamo parte della nostra vita, avverto i loro stati d’animo a volte confusi, altre volte decisi e poi ancora appassionati, fiduciosi, stravaganti ed introversi, con la luce della speranza negli occhi e tanti sogni nel cuore. E poi, quando e sempre più spesso accadono queste tragedie, cosa facciamo, qual è la nostra risposta? Andiamo magari sui social network a piangere, a cospargerci il capo di cenere. Io non ci sto più. Basta!

Non è possibile accettare con rassegnazione che tutto questo diventi, se non lo è già diventato, normalità!

Cosa fare? Di certo non ho la presunzione di possedere la soluzione in tasca, oppure la bacchetta magica per trovare il rimedio giusto. Anche se, forse, la strada che potrebbe portare a dei risultati concreti è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ha il coraggio di imboccarla.

Ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità. Ecco, basterebbe!

La famiglia dov’è finita, forse nel correre e correre ancora ha dimenticato dove andare? Le istituzioni politiche cosa fanno oltre a partecipare ai funerali con la fascia tricolore? Cosa fa la scuola oltre la campagna acquisti per non essere soppressa, oltre ad alzare i voti per promuovere tutti? Cosa fa la comunità di un paese oltre a vedere la pagliuzza negli occhi degli altri e non vedere la trave nei propri? I media cosa fanno oltre ad avere “l’opportunità” di un’altra notizia per riempire le proprie pagine? Le associazioni cosa fanno oltre a farsi la guerra l’uno contro l’altro e così via?

Certo, tutto questo con le dovute eccezioni, ma sono poche, troppo e miserabilmente poche.

Il valore della vita, propria e dell’altro, è stato completamente smarrito? Abbiamo bisogno assoluto ed improrogabile di riconquistarlo.

La Cultura è il viatico per il futuro di ogni popolo. Educare al gusto del bello ad ogni gesto, ad ogni azione.

La Cultura, quella con la “C” maiuscola, quella che ogni cittadino per bene dovrebbe mettere in atto con i suoi gesti quotidiani, è l’unica ancora di salvezza per un approdo sicuro.

Enzo D’Arco


 

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