La questione relativa al nuovo progetto ipotizzato dall’Amministratore Delegato di RFI Vera Fiorani che prevedrebbe un nuovo tragitto dell’Alta Velocità SA-RG, presentato lo scorso 3 febbraio alla Commissione Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, continua a generare forti polemiche nel Golfo di Policastro.

Per tali ragioni anche il Sindaco di Sapri Antonio Gentile, attraverso una delibera di Giunta, ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico riguardante il nuovo tracciato dell’AV. Una delibera già condivisa con i Comuni di Vallo della Lucania e Capaccio-Paestum e che sarà trasmessa anche a tutti gli altri Comuni interessati dalla questione per la relativa adozione.

Per noi esiste un unico tracciato possibile – ha affermato Gentile – ed è la variante Ogliastro-Sapri. Il nuovo progetto sarebbe offensivo per tutte le comunità interessate dalla variante già attenzionata e studiata nel 2016. La nuova idea di progetto non sarebbe rispettosa rispetto a quanto fatto negli anni dagli amministratori locali, dai cittadini e dagli operatori economici che attraverso una operazione congiunta hanno realizzato un’offerta turistica ed economica che andrebbe penalizzata“.

Il nuovo progetto infatti bypasserebbe gran parte dell’area a Sud di Salerno che sarebbe completamente tagliata fuori dall’Alta Velocità. Secondo quanto affermato da Gentile “si tratterebbe di una mini-AV Salerno-Praja, con circa 170 nuovi chilometri di linea ad ‘Alta Velocità’ che, secondo le stime RFI, permetterebbe una riduzione dei tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria compresa tra 45 e 57 minuti a fronte di un ‘improbabile’ servizio totalmente privo di fermate intermedie“.

E sulle conseguenze che tale progetto potrebbe comportare all’intero territorio Gentile è stato molto chiaro: “Rischia di decretare il definitivo abbandono del territorio ad un ineluttabile destino di marginalizzazione, finendo per approfondire il divario con le aree più avanzate, allontanandolo sempre di più dal centro, lasciando nell’arretratezza i principali sistemi di collegamento e alimentando il progressivo processo di spopolamento dei suoi tanti paesi, ricchi di tradizioni e di storia che nessuno potrà o vorrà conoscere e riscoprire“.

– Maria Emilia Cobucci –

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